La storia con l'ex modella Jennifer Arcuri che può mettere nei guai Boris Johnson

Il premier britannico, Boris Johnson, respinge le accuse di un possibile conflitto d'interessi con la ex modella e imprenditrice americana, Jennifer Arcuri. "Non c'era nulla da dichiarare per quanto riguarda i rapporti con Arcuri", ha risposto a una domanda sul caso durante il The Andrew Marr Show sulla Bbc. "Ho fatto tutto correttamente", ha aggiunto l'ex sindaco di Londra che accusa l'opposizione di volerlo mettere in difficoltà a causa delle sue posizioni sulla Brexit.

Il Consiglio comunale di Londra aveva chiesto alla polizia britannica di indagare su un possibile conflitto d'interesse per BoJo all'epoca in cui sindaco della capitale. Secondo quanto aveva riportato dal Sunday Times, l'ex primo cittadino londinese avrebbe favorito un'imprenditrice ed ex modella americana con denaro pubblico per 141 mila euro e tramite accesso privilegiato a tre missioni commerciali del Comune di Londra all'estero.

L'attuale capo del governo ha partecipato quattro volte come relatore ospite alle presentazioni della società Arcuri ed era un caro amico dell'imprenditrice, che visitava spesso nel suo appartamento, scrive sempre il giornale britannico. Il Consiglio comunale di Londra ha riferito che all'Ufficio indipendente di condotta della polizia (Iopc, che indaga sulle violazioni degli agenti e il sindaco ha una posizione equivalente al comandante di polizia) è stato chiesto di investigare se la Arcuri abbia beneficiato delle sue relazioni con l'allora sindaco.

Secondo l'accusa Johnson "ha mantenuto un'amicizia con Jennifer Arcuri e, a seguito di tale amicizia, le ha permesso di partecipare a viaggi di lavoro e ricevere sponsorizzazioni". La richiesta di indagare sul caso si verifica perché "esistono informazioni secondo cui un reato potrebbe essere stato commesso", sebbene "ciò non significhi in alcun modo che ciò sia dimostrato", spiegano dal consiglio comunale.

"L'Iopc esaminerà ora se è necessario indagare sulla questione". Un portavoce di Downing Street ha negato qualsiasi conflitto di interessi nel caso. "Il primo ministro, come sindaco di Londra, ha svolto un'enorme quantità di lavoro per promuovere la nostra capitale in tutto il mondo", ha affermato la fonte, che ha assicurato che "tutto è stato fatto correttamente e nel modo consueto".