La storia del gruppo di satanisti omicidi

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Bestie di Satana
Bestie di Satana

Un documentario andato in onda sul Nove ha svelato tutti i segreti delle Bestie di Satana, gruppo di satanisti omicidi della provincia di Varese. Si torna a parlare di una delle vicende più terribili della cronaca nera italiana.

Le Bestie di Satana: il documentario

Sabato 17 luglio 2021, sul canale Nove, è andato in onda un documentario sulle Bestie di Satana, che ha svelato tutti i segreti di uno dei casi di cronaca nera più terribili. Il programma ha ripercorso tutta la storia dei ragazzi conosciuti come folli satanisti omicidi, attraverso interviste esclusive ai protagonisti, documenti e foto di repertorio sconvolgenti. Chi erano le Bestie di Satana e per quale motivo uccidevano? Possibile che ci siano ancora degli assassini a piede libero? Sono queste le domande a cui la trasmissione ha cercato di rispondere. Era il 31 gennaio 2006 quando la Corte d’assise di Busto Arsizio ha condannato Nicola Sapone a due ergastoli e a tre anni di isolamento diurno, Paolo Leoni e Marco Zampollo a 26 anni, Elisabetta Ballarin a 24 anni e tre mesi ed Eros Monterosso a 24 anni, per gli omicidi di Chiara Marino, Fabio Tollis e Mariangela Pezzotta. Del gruppo facevano parte anche Andrea Volpe, Pietro Guerrieri, Mario Maccione e Massimiliano Magni.

Le Bestie di Satana: la storia

Le Bestie di Satana erano un gruppo di persone responsabili di diversi delitti. Andrea Volpe, uno dei membri, aveva fatto i nomi dei suoi compagni, Paolo Leoni, Marco Zampollo, Nicola Sapone, Pietro Guerrieri, Mario Maccione, Marzo Campollo, Eros Monterosso, Massimiliano Magni ed Elisabetta Ballarin. Il gruppo si è macchiato di una serie di delitti efferati, tra cui l’omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino, uccisi in un bosco di Somma Lombardo nel 1988. Successivamente hanno spinto al suicidio Andrea Bontade e ucciso anche Mariangela Pezzotta nel 2004. All’epoca si era pensato che dietro a questi delitti si nascondesse il satanismo e che la setta avesse agito in quel modo per compiere dei rituali. Queste convinzioni, in seguito, sono state messe in dubbio da Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani, che hanno scritto il libro “Bestie di Satana. Storie di omicidi e demoni“. Sanvitale ha raccontato di aver ripercorso l’indagine per mettere insieme i pezzi degli atti compiuti dal gruppo di ragazzi, che secondo loro non aveva le caratteristiche della setta.

Le Bestie di Satana: il ruolo del satanismo

I due autori del libro hanno preso in mano gli atti processuali, cercando di ricostruire tutto ciò che è accaduto. Hanno notato che la storia era piena di luoghi comuni e speravano di trovare più risposte. Uno dei luoghi comuni riscontrati è che per molto tempo i fatti erano stati associati al satanismo, che secondo gli autori non era un movente sufficiente. Negli anni ’70 e ’80 negli Stati Uniti “si era arrivati a vedere il satanismo un po’ dappertutto“, ha spiegato Sanvitale, che ha sottolineato che la stessa cosa è accaduta in Italia tra gli anni ’90 e 2000. Quando è stata uccisa la prima vittima, secondo gli autori del libro, non c’è stato nessun tipo di rituale e secondo le fasi lunari non era presente la luna nera. I due erano andati anche nel bosco di Somma Lombardo, dove erano stati trovati i corpi di Chiara Marino e di Fabio Tollis, ma “non c’era alcun elemento riconducibile al satanismo“. Le Bestie di Satana, dunque, non agivano per satanismo? Queste sono le ipotesi rivelate dagli autori del libro.

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