La storia della Serie A in tv: dalla RAI ad Amazon

Mattia Gruppioni
·7 minuto per la lettura

Ripercorriamo la storia del nostro campionato e del nostro calcio, in relazione al mondo della televisione ed al rapporto che calcio e quest'ultima, appunto, hanno avuto negli anni: dai primi esperimenti e le prime partite in chiaro, all'ingresso nella nostra società della Pay-Tv, nonché il prossimo arrivo nel calcio, sconcertante quanto rivoluzionario, di Amazon. Un excursus storico-culturale alla ricerca e conoscenza di quel che è stato, che è e che sarà il calcio in televisione.

La prima partita in tv

Per quanto riguarda l'esordio, questo si ebbe nell'ormai lontano 5 febbraio 1950: Juventus-Milan finì con un rocambolesco 1-7 in favore degli ospiti ed il match, commentato da Carlo Bacarelli, fu il primo ad approdare ed essere visibile in chiaro, sul primo canale televisivo italiano, RAI 1. La partita venne filmata in presa diretta grazie alle riprese esterne delle telecamere dei Vigili del Fuoco, per poi essere trasmessa in differita sullo stesso canale che, assieme a RAI 2 e RAI 3, costituisce uno dei tre canali storici del mondo televisivo italiano.

Adesso ci si meraviglierebbe di una partita vista in differita, con tutti i mezzi tecnologici di cui possiamo disporre, figuriamoci provare ciò che successe il 3 gennaio 1954, fatto ben più clamoroso per i tempi nostri, quanto straordinario ed incredibile per l'epoca del tempo: siamo alle qualificazioni Mondiali di Svizzera '54 e la nostra Italia deve affrontare l'Egitto per il ritorno dello spareggio valido per l'approdo alla competizione. E pensate, la partita venne trasmessa in tre diversi spezzoni, così come tre furono anche i diversi telecronisti di quel match (Bacarelli, Veltroni e Carosio, poi voce della nostra Nazionale fino agli anni '70). Insomma, una vera e propria rivoluzione stava per prendere atto. Il calcio in televisione, tanto nuovo quanto difficile da mostrare agli appassionati.

La Rai, dunque. Dal 1954 sino ai primi anni '80 è l'unica emittente televisiva a proporre partite, azioni salienti e moviola, di qualsiasi campionato o competizione nazionale, condita anche da qualche partita di rango europeo: gli amanti del calcio di quegli anni godono quindi del privilegio di poter guardare i loro beniamini scendere in campo tra Serie A, Serie B, Coppa delle Fiere, Intertoto, Campionati Europei, Mondiali e Coppa Intercontinentale. Un sogno che si avvera. Negli anni di massimo splendore RAI, infine, nascono programmi tuttora in auge, come per esempio La Domenica Sportiva (1953) oppure 90° Minuto (1970), in grado di offrire la possibilità di rivedere le immagini della domenica di campionato.

L'arrivo di Mediaset

L'egemonia ed il monopolio calcistico RAI vengono a meno nel 1980, appunto, con lo sbarco della prima televisione privata: il gruppo Fininvest, di proprietà di Silvio Berlusconi, acquista i diritti per trasmettere Mundialito, una storica competizione organizzata in Uruguay e riservata alle migliori Nazionali del Mondo. La RAI, dal canto suo, si riserva il diritto, tuttora esistente, di trasmettere almeno le partite della Nazionale azzurra, ma il nuovo emittente televisivo, negli anni, darà vita a Canale 5, Italia 1 e Rete 4, trasmettendo sempre più partite e competizioni: in alternanza annuale con la RAI, Mediaset trasmetterà match di Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Coppa dei Campioni. Acquisirà sempre più prestigio nel tempo, instaurando anche una propria televisione a pagamento (Mediaset Premium, 2005-19), all'interno della quale, per anni, ha offerto gare del campionato di Serie A (dal 2004-05 al 2017-18) e Serie B ( dal 2010-11 al 2014-15), con anche partite di Champions League (dal 2006-07 al 2013-14 non in esclusiva, mentre dal 2015-16 al 2017-18 in esclusiva) ed Europa League (dal 2009-10 al 2014-15).

Pier Marco Tacca/Getty Images
Pier Marco Tacca/Getty Images

Le pay-tv

Insomma, tra RAI e Mediaset, pur con qualche limite, il calcio è approdato in televisione e, prima della nascita di Mediaset Premium, di cui scritto sopra, si è sempre visto calcio gratuitamente, in chiaro. Le cose cambiarono a partire dal 1990, quando nacque TELE+. Le frequenze di questa vennero comprate da Fininvest e, da qui, prese il via il canale tematico sportivo italiano. Mentre TELE+2 era canale riservato al calcio, TELE+1 trasmetteva cinema e TELE+3 era dedicato a spettacolo e documentari. Nel 1991 TELE+1 divenne la prima Pay-TV italiana, seguita dagli altri due canali. In seguito, a causa dei segnali criptati dell'emittente, i canali divennero a pagamento, accentuandone i caratteri tematici. Ecco, dunque, che TELE+2 si assicurò il posticipo di giornata del campionato di Serie A e Lazio-Foggia fu la prima partita ad apparire su Pay-TV (stagione 1993-94): gli abbonati pagavano un canone mensile di circa 18€ attuali e, curiosità, per godere del primo gol, siglato in Juventus-Sampdoria (3-1) da Ruud Gullit, dovettero attendere la terza partita trasmessa dal canale.

Primo tempo di Lazio - Foggia 0-0

Secondo tempo di Lazio - Foggia 0-0

In mezzo, va detto, quindi tra il boom Fininvest con Mediaset (e poi Mediaset Premium, quasi ai giorni nostri) e l'approdo di TELE+ coi suoi tre canali, ci fu l'inserimento anche di TeleMonteCarlo (1974-2001): fu una delle emittenti televisive internazionali in lingua italiana e, avendo sede a Montecarlo, condivideva con TV Koper-Capodistria e TV Svizzera di lingua italiana lo status di televisione estera. Negli anni '70/'80, quindi, queste tre televisioni, anche grazie all'adesione del Principato di Monaco all'Unione Europea, trasmettevano una gran quantità di sport, a colori, ben prima dell'arrivo del colore vero e proprio in Italia (1976): Olimpiadi, Mondiali, Europei, TMC illustrava sport e calcio esclusivamente in chiaro e con la possibilità, per giunta, di guardare in diretta una partita intera di calcio inglese (finale di FA Cup).

L'ingresso di Sky

La strada sembra ormai tracciata, senza possibilità di tornare indietro. Le partite e le competizioni trasmesse in chiaro da RAI, Mediaset e TeleMonteCarlo verranno sempre più a mancare, prima a causa di TELE+ e poi di un'altra TV a pagamento. Nel 2003, infatti, TELE+ stessa e Stream (altra tv a pagamento nata per trasmettere le partite di campionato) danno vita, fondendosi, al tuttora attivo e presente Sky.

Il sogno di ogni bambino degli anni '70/'80 diventa quindi realtà, in quanto la nuova piattaforma, che per ottemperare alle normative antitrust si limita a trasmettere i propri primi canali (Sky Cinema 1 e Sky Sport 1) solo via satellite ed in digitale, mette al servizio della propria clientela il programma Diretta Gol, in onda ogni domenica pomeriggio. Tutte le partite delle 15, in contemporanea, vengono commentate dai vari telecronisti e si balza rapidamente, in caso di gol o azione saliente da registrare, da un campo all'altro. Sky detiene tuttora diritti su Serie A, Premier League, Bundesliga, Champions League ed Europa League, mentre negli anni ha avuto anche il privilegio di trasmettere altri campionati come La Liga, la Serie B e, non per ultime, competizioni come Europei e Mondiali.

Conferenza Sky | Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
Conferenza Sky | Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Ma non è tutto: prima TELE+, poi Mediaset Premium, infine Sky. Le PayTv sembrano essere ormai il nostro presente ed anche il nostro futuro, quindi ecco scendere in campo DAZN, nuova emittente sportiva annunciata dalla Lega Serie A il 12 giugno 2018. Vengono infatti assegnate a Perform Group 114 partite a stagione, corrispondenti a tre gare di campionato a giornata, per tre stagioni, fino a Giugno 2021.

Tra Sky e DAZN inizia presto una collaborazione. L'emittente in capo a Rupert Murdoch permette agli utenti più fedeli, ossia quelli abbonati da più di tre anni, di poter seguire anche le partite trasmesse dalla nuova piattaforma digitale. Nel mentre il calcio italiano, per vendere il proprio prodotto a cifre sempre più alte, è sempre più spezzatino, ossia le giornate di campionato sono divise in ben otto fasce orarie (dal venerdì alla domenica o dal sabato al lunedì). Di fatto, con l'accordo tra Sky e DAZN, l'emittente di Murdoch detiene il controllo di tutte le partite del campionato italiano.

Gabriele Maltinti/Getty Images
Gabriele Maltinti/Getty Images

Sono terminate le pay-tv? Neanche per scherzo. Stando alle ultime indiscrezioni, il colosso Amazon - in campo a Jeff Bezos - dopo aver strappato uno slot dei diritti tv della Champions League in Italia, sarebbe pronta a presentare un'offerta per superare la concorrenza di DAZN per la trasmissione della Serie A dal 2018 al 2021 in Italia. Non resta che aspettare e capire se ci sarà un nuovo arrivo per gli amanti del calcio italiano.

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