"La storia della valigetta di soldi ai 5 Stelle è una menzogna di un agente della Cia" dice il console del Venezuela

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AGI - "È importante chiarire i contorni di questa vicenda da cui sono emerse falsità che ci riguardano come governo venezuelano. Non possiamo lasciare nessun dubbio alla giustizia italiana su quello che è successo". Così il console venezuelano Gian Carlo Di Martino risponde in un'intervista all'AGI alla domanda se sia disposto a fornire la sua versione alla Procura di Milano che indaga per finanziamento illecito al partito e riciclaggio in merito all'ipotesi che il Movimento 5 Stelle abbia ricevuto nel 2010, tramite la sua mediaizone, tre milioni e mezzo di `fondi neri' dal Venezuela. 

"Tutta colpa dell'agente della Cia Hugo Carvajal" 

 Di Martino assicura di non avere avuto «finora nessun contatto coi pubblici ministeri» né nelle vesti di testimone né tantomeno come indagato.

Ha una sua versione sul perché l'indagine, dopo un anno e mezzo di silenzio da quando è iniziata in seguito a un'inchiesta del quotidiano spagnolo ABC, sia tornata di attualità: «Ha ripreso colore - questa l'espressione che utilizza - dopo le dichiarazioni del generale Hugo Carvajal che per il Venezuela è un agente della Cia che ha tradito Chavez. Dichiarazioni che lui ha fatto per evitare l'estradizione».

Carvajal, secondo la tesi del console per evitare l'estradizione negli Stati Uniti, sta confermando alla magistratura spagnola quanto scritto da ABC sulla base di un documento inedito dei servizi segreti venezuelani. Nell'atto si legge che, Nicolas Maduro, all'epoca ministro degli esteri di Hugo Chavez, aveva autorizzato la consegna, tramite il console del Venezuela a Milano, Giancarlo Di Martino, di una valigetta carica di 3,5 milioni di euro al defunto Gianroberto Casaleggio, il «promotore di un movimento di sinistra rivoluzionario e anticapitalista nella Repubblica Italiana

«Tutte falsità - scandisce il console Di Martino -. Ribadiamo di non avere nessun legame col Movimento 5 Stelle che rispettiamo ma col quale non c'è stato nessun passaggio di denaro. Quel documento è falso. E Carvajal parla perché ha posto alla polizia spagnola la condizione di non essere estradato per confermare le accuse di finanzimenti illeciti a Podemos e ai 5 Stelle». La Procura di Milano vuole interrogare Carvajal, per il quale è già partita una richiesta di collaborazione verso la Spagna attraverso un ordine di investigazione europeo, tuttora in attesa di risposta. 

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