La storia di Andrea, che non è morto di arresto cardiaco ma di Covid

·3 minuto per la lettura
covid
covid

Per la morte di Andrea De Felice, scomparso il giorno di Natale a soli 31anni, ora c’è un perchè: è stato il Covid a portare prematuramente lo chef.

Covid, la storia di Andrea, che si pensava fosse morto di arresto cardiaco

Avevano dato la colpa ad un arresto cardiaco, ma non è così: lo chef Andrea De Felice, trovato privo di vita il giorno di Natale nel suo letto a Cordenons, è morto a causa del Covid. Arriva cinque mesi dopo il risultato dell’autopsia finanziata privatamente dalla famiglia del giovane, che ha voluto andare a fondo sulle cause del decesso. “La causa della morte di De Felice Andrea è da ricondursi a una insufficienza respiratoria acuta in polmonite da Sars-Covid-19” si legge nel documento della dottoressa Barbara Polo Grillo.

GUARDA ANCHE IL VIDEO: Covid, chi è più a rischio? Lo dice il il Dna

La storia di Andrea, morto di Covid a Natale

Andrea De Felice lavorava a La Vecia Osteria del Moro, a Pordenone. Una vita normale, stroncata all’improvviso: la mattina di Natale era stato trovato senza vita dai genitori Pasquale e Nadia. Nessuno si sarebbe aspettato una scena simile: lo chef Il giorno prima aveva la febbre a 37,8 ma aveva mangiato e passato una serata tranquilla con la famiglia. La mattina dopo il tragico ritrovamento, e la chiamata, invana, ai soccorsi. “Il medico ci disse che la morte era stata determinata da un arresto cardiaco -racconta il padre-. Mia moglie, infermiera, chiese se non potesse essere positivo al Covid visto che il giorno prima aveva 37.8 di febbre, ma ci ha detto che ‘di Covid non si muore così’. E non fu disposta l’autopsia”. 

Covid, l’autopsia effettuata privatamente

Ma la famiglia del 31enne non accettò questa semplice spiegazione: “Mio figlio stava bene e allora, di fronte al fatto che non era stata prevista l’autopsia dall’Azienda sanitaria, abbiamo proceduto noi privatamente” ha spiegato il padre, Pasquale De Felice. Il 30 dicembre l’autopsia e il tampone. Il giorno dopo, quello del funerale, il risultato: l’addetto delle onoranze funebri comunicò in via informale alla famiglia la positività al Covid-19. “Pensavamo che accadesse qualcosa,che bloccassero i funerali -racconta il papà-. Invece nessuno ci ha chiamato“.

Covid, la rabbia dei genitori di Andrea

Qualche giorno dopo, il 4 gennaio, un membro della famiglia inviò una mail all’Urp dell’Asfo spiegando che erano venuti a conoscenza della positività di Andrea in via informale. “Il 5 gennaio una chiamata dal dipartimento di prevenzione ci comunicò che Andrea non poteva uscire perché era positivo al Covid-19 -prosegue Pasquale-. Abbiamo risposto che non poteva uscire perché era morto”. Dopo 5 mesi l’esito ufficiale dell’autopsia: causa della morte il Covid-19. “Ci sono state mancanze da parte del medico legale e del dipartimento di prevenzione ma non voglio denunciare nessuno perché mio figlio non torna indietro -conclude il padre-. Però segnalare i problemi nella catena sì e soprattutto fare sapere agli altri, in particolare ai giovani, la pericolosità di questo virus: è un male che uccide“.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli