La storia di Annibale Cassano: "Da medico a paziente, me la sono vista brutta"

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medico covid pensione
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La storia di Annibale Cassano racconta il sacrificio e l’amore per il prossimo di coloro che lottano in prima linea contro il Covid-19. Il medico della provincia di Taranto, nonostante fosse prossimo alla pensione, ha rifiutato di lasciare l’ospedale ed è rimasto in corsia per dare il suo contributo. A convincerlo è stata proprio la positività al virus: per sette mesi è stato ricoverato e, dopo la guarigione, non ha avuto dubbi.

Annibale Cassano racconta la sua storia

A raccontare quanto accaduto, dal contagio al ritorno in ospedale, è stato proprio Annibale Cassano, in un’intervista alla Repubblica: “Sono stato uno dei primi infettati e casi gravi in un momento in cui non c’erano ancora le terapie e l’esperienza di oggi, dopo un anno di pandemia. Non finirò mai di ringraziare i medici e tutto il personale dell’ospedale Moscati e del centro di riabilitazione Osmairm. Sono professionisti eccellenti e non lo dico solo perché sono guarito. Quando sei medico, se pur paziente, capisci molte cose di come il medico risponde alle richieste di aiuto del malato. Me la sono vista davvero brutta, è stata una battaglia difficile, ma sono ancora qui a dare una mano“.

Adesso, dopo trent’anni di servizio, ha firmato un altro contratto con la Asl di Taranto per altri tre anni: “Ho lavorato nei primi dieci anni della mia carriera nella clinica medica dell’unità pancreas del Sant’Orsola di Bologna. C’erano le prime macchine per l’ecografia e acquisii tanta esperienza che poi ho potato qui a Castellaneta. Ora continuo a fare questo, in ospedale mi hanno dato un ambulatorio e faccio ecografie ai pazienti interni, non Covid, alla struttura“.