La storia di "Kuba" Blaszczykowski: "A 10 anni vidi pap� uccidere mia madre. Ogni goal 癡 per lei"

Gabriele D'Angelo

Dietro a uno dei cognomi pi羅 difficili del mondiale 2018, c'癡 una storia terribile sconosciuta ai pi羅. Parla di un bambino polacco poi divenuto campione, che a soli 10 anni vide il padre uccidere la madre. Il bambino in questione si chiama Jakub Blaszczykowski, un passato alla Fiorentina, oggi in forza al Wolsfburg e tra i leader della nazionale polacca. Esterno destro tutto velocit� e corsa, il 32enne ha raccontato la sua infanzia tragica nell'autobiografia Kuba, il nomignolo con cui lo chiamano i tifosi. Il fatto risale al 1996, ma il ricordo di quella scena 癡 ancora stampato nella sua mente:

"Non dimenticher簷 mai quel giorno, fa parte di me. Mi ha sconvolto la vita, ma mi ha anche dato la forza per andare avanti e diventare quello che sono. Adesso non mi spaventa nulla, so che qualsiasi cosa mi possa accadere ho gi� vissuto di peggio"

Dopo il dramma Jacub si ritrova improvvisamente solo. Passa cinque giorni immobile, a letto, tormentato dall'immagine di quell'uomo che accoltella mamma Anna: pap� Zygmunt, che per l'omicidio dovra scontare 15 anni di carcere. A prendersi carico di "Kuba" e di suo fratello Dawid saranno la nonna materna Felicja e lo zio Jerzy Brzeczek, ex centrocampista con all'attivo una quarantina di presenze nella nazionale polacca. Sar� lui a plasmarlo e a spingerlo a diventare un calciatore. Ma la strada resta comunque tutta in salita:

"Fino ai 15-16 anni ero alto solo 155 cm, poi improvvisamente sono arrivato a 175. Mi sono allontanato da tutti. Per anni non ho accolto amici a casa"

Jerzy Brzeczek e Dawid Blaszczykowski

Sotto l'egida di zio Jerzy per簷, Blaszczykowski decide di non mollare. Continua a "curarsi" con il pallone, con determinazione, fino al provino con Wis�a Cracovia, nel febbraio 2005. Durante il quale impressiona l'allenatore, tanto da guadagnarsi l'esordio nella massima serie polacca appena un mese pi羅 tardi, contro il Polonia Varsavia. Due stagioni a ottimi livelli, con tanto di esordio in nazionale, e poi il grande salto, con l'approdo...

Continua a leggere su HuffPost