La strada che vorrebbe Enrico Letta e la strada che potrebbe essere obbligato a percorrere

Gli "incroci" e le alleanza possibili del centrosinistra
Gli "incroci" e le alleanza possibili del centrosinistra

Per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre le possibili alleanze del centrosinistra passano per la strada che vorrebbe Enrico Letta e la strada che Letta potrebbe essere obbligato a percorrere. Che significa? Che il segretario del Partito Democratico vorrebbe un nuovo campo largo ma potrebbe ritrovarsi con un “campo non troppo stretto” e sotto scacco della diffidenza dei “cespugli” che sta corteggiando in questi giorni.

Addio M5s, le possibili alleanze del centrosinistra

E non dimentichiamo che questo corteggiamento il segretario Dem lo sta facendo dopo aver chiuso definitivamente con la sola forza politica che avrebbe potuto portare in dote, anche oggi che arranca, più di un 8%, i Cinquestelle di Giuseppe Conte. Con loro ormai e dopo la caduta del governo di Mario Draghi non c’è più margine alcuno di manovra, perciò a Letta è toccato cimentarsi con partiti che da soli non valgono un’acca ma che con l’inossidabile Rosatellum potrebbero fare la differenza.

Il cocktail: Renzi, Calenda, Speranza e Bersani

Ma chi sono? I centristi come Matteo Renzi e Carlo Calenda che però avevano rifiutato qualsiasi unione con il Pd a causa dei grillini e che oggi la rifiutano con ancora maggior forza e non per il M5s. Lo fanno perché nel calderone delle coalizioni forzate non ci vuole entrare (quasi) nessuno, poi perché Renzi e Calenda hanno piani solipsistici lenti e programmatici, non certo di pronta beva elettorale. Perciò “a botta sicura” o quasi Letta punta a Verdi e Sinistra italiana oltre che Speranza e Bersani, ma non disdegna neanche l’area centrista della cosiddetta Agenda Draghi con Di Maio, i succitati Renzi e Calenda e il transfuga azzurro Brunetta.

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