La strada di Piera Aiello, da donna fantasma a "influencer dell'Antimafia sana"

Luciana Matarese
Piera Aiello

Piera Aiello va avanti per la sua strada. Il riconoscimento arrivato dalla Bbc, che l’ha inserita - unica italiana - nell’elenco annuale delle cento donne più influenti al mondo, l’ha “onorata e molto imbarazzata”, ma non l’ha distolta dal suo impegno. Che per lei, vedova del figlio di un boss, con cui fu costretta a fidanzarsi a quattordici anni e a sposarsi a diciotto, testimone di giustizia, oggi deputata Cinque Stelle e componente la Commissione parlamentare Antimafia, vuol dire prima di tutto lotta alla criminalità organizzata. “Come donna e come mamma mi rivolgo alle donne per dire che se hanno mariti, figli, fratelli mafiosi, devono avere il coraggio di denunciarli. Non penso che una madre voglia vedere il proprio figlio o in galera o ucciso, perché così che si finisce se si imbocca la via della criminalità. Invito le donne a non tirarsi indietro, per il bene dei loro figli e dei loro cari”. 

Piera ha svelato il suo volto, rimasto coperto durante la campagna elettorale per le Politiche per le minacce subìte dalla mafia, solo dopo aver conquistato il seggio a Montecitorio.  

Da donna “fantasma” a italiana più influente del mondo. Come ci si sente?

“Sono una donna del popolo, da sempre vicina agli ultimi. Diciamo che riesco a stare vicino alle persone che non se la passano bene, anche solo per dare loro una parola di conforto”.

Ha detto che il riconoscimento della Bbc la imbarazza. Perché?

“Perché non sono per niente mediatica, mi piace lavorare nel mio piccolo e fare le cose giuste. Non mi piace fare shopping, gli unici momenti che prendo per me li dedico a stare con la mia famiglia. E poi penso che più sali alla ribalta e meno puoi lavorare. Ripeto, mi sento una donna del popolo, sono sempre stata vicino alle persone bisognose, non solo ai testimoni di giustizia”.

La tutela dei testimoni di giustizia è la sua missione di vita.

“È cominciata ventotto anni fa, ora è diventata anche politica. Ho presentato una legge,...

Continua a leggere su HuffPost