La strage di Halloween: a Seul quasi 160 morti per la calca

Strage a Seul

Quasi 160 persone sono state uccise e altre 132 sono rimaste ferite, per la pressione della folla di migliaia di giovani che stavano festeggiando Halloween a Seul, a Itaewon, il distretto della movida (Corea del Sud). Secondo il capo dei vigili del fuoco di Yongsan, a morire o a rimanere feriti sono stati soprattutto adolescenti e ventenni. Sono 26 invece, i decessi di stranieri provenienti da 14 Paesi: cinque dall'Iran, 4 da Cina e Russia, due dal Giappone e dagli Usa, altri da Australia, Austria, Francia, Kazakistan, Norvegia, Sri Lanka, Thailandia, Uzbekistan e Vietnam.

Il governo della capitale metropolitana di Seul ha comunicato di aver ricevuto 355 segnalazioni di persone scomparse in circostanze legate alla tragedia. "Prima dell'incidente, c'erano così tante persone che venivano spinte e anch'io sono rimasto intrappolato nella folla e all'inizio non riuscivo ad uscirne. Presentivo che stesse per accadere qualcosa di grave", racconta un testimone.

Lutto nazionale

La strage ha destato profonda impressione in tutto il paese e lo stesso presidente Yoon Suk Yeol si è rivolto ai cittadini. "Come responsabile della vita e della sicurezza della popolazione, in quanto presidente, sono affranto molto triste. Il governo proclamerà un periodo di lutto nazionale a partire da oggi, fino a quando la gestione delle conseguenze non si sarà stabilizzata, e avrà lasciato il posto alle iniziative necessarie per la loro gestione".

Le ipotesi sull'accaduto

Parallelamente ai soccorsi si stanno svolgendo anche le indagini per accertare cosa sia effettivamente accaduto prima che si scatenasse la tragedia. Alcuni media locali hanno ipotizzato che il movimento inconsulto della folla sia stato causato dalla presenza di una celebrità, che avrebbe attirato l'attenzione delle migliaia di persone presenti. Secondo le stime dei media, circa 100.000 persone si sono recate a Itaewon per la festa di Halloween, la prima a Seul da quando è iniziata la pandemia di Covid-19.

"La folla prevista a Itaewon non era più imponente degli anni precedenti, quindi credo che il personale dispiegato fosse di dimensioni simili [agli eventi passati]", ha dichiarato il ministro degli Interni Lee Sang-min, aggiungendo che un "numero considerevole" di agenti di polizia si trovava contemporaneamente in un'altra zona della capitale per supervisionare una grande manifestazione.

Lo stato delle cose

Ma chi ha avuto occasione di visitare Itaewon, non è troppo stupito da quel che è capitato: il quartiere, escluse le vie principali, è un dedalo di viuzze con forti pendenze, stipate di locali che scoppiano di gente soprattutto in estate e nelle ricorrenze speciali, con seri problemi alla circolazione pedonale. La festa di Halloween è diventata sempre più popolare a Seul negli ultimi dieci anni, complice l'ambientazione di 'Itaewon Class' su Netflix, un omaggio alla sua vivace vita notturna internazionale: tanti giovani sudcoreani si riversano nel quartiere per la libertà, l'apertura e l'incontro di culture che si ritrovano lì come in nessun altro posto a Seul.

Il disastro è iniziato poco dopo le 22.00, con le prime richieste di aiuto ricevute alle 22.15: un gran numero di persone è entrato contemporaneamente in una strada stretta, un collo di bottiglia, vicino all'uscita della stazione della metro di Itaewon, larga circa quattro metri. La maggior parte dei morti è stata ritrovata vicino all'Hotel Hamilton, in strette strade pedonali nell'area principale di ristoranti e bar di Itaewon. La youtuber Seon Yeo-jung, finita nella ressa, ha caricato un post di testimonianza su Instagram, raccontando che alcuni hanno incoraggiato le persone ad andare avanti, spingendole in trappola.

L'asfissia traumatica è stata probabilmente la causa della morte nella maggior parte dei casi. La stradina era in pendenza e le persone "cadevano l'una sull'altra sul ripido marciapiede come pezzi di un domino", hanno raccontato i media di Seul.

Il cordoglio internazionale

Ampio il cordoglio dei leader internazionali: dal presidente Usa Biden a quelli cinese Xi e francese Macron, dal premier nipponico Kishida a quelli britannico Sunak e italiano Giorgia Meloni. "Preghiamo il Signore risorto anche per quanti, soprattutto giovani, sono morti questa notte a Seul, per le tragiche conseguenze di un'improvvisa calca della folla", ha detto papa Francesco all'Angelus, in un grido di dolore contro una strage che si poteva evitare.