La strage di lamantini in Florida

Valentina Di Paola
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AGI - Sono sempre più numerosi i decessi di lamantini che si verificano in Florida, nonostante gli sforzi di salvataggio compiuti dagli esperti delle associazioni preposte. Tra le cause delle morti, quadruplicate rispetto agli anni precedenti, l'esposizione a neurotossine prodotte dalla fioritura di alghe che prosperano per via dell'uso di fertilizzanti e le ferite provocate dalle collisioni con le imbarcazioni.

In dati numerici, come riporta la Florida Fish and Wildlife Conservation Commission, dal primo gennaio a metà aprile si contano 674 esemplari trovati senza vita nelle spiagge della Florida, una cifra circa quattro volte superiore rispetto a quanto registrato nello stesso periodo degli anni precedenti.

Alcuni lamantini vengono recuperati e portati in ambulatori specializzati, dove vengono curati e poi reinseriti nel loro habitat. Ne è un esempio la piccola Lativa, un piccolo lamantino di due anni, individuata sulle spiagge della Florida all'inizio di aprile, in condizioni molto gravi. “Solitamente i lamantini si spiaggiano in branco – afferma Molly Lippincott, responsabile della cura degli animali per ZooTampa a Lowry Park, uno zoo senza scopo di lucro situato a Tampa, in Florida – ma Lativa era sola, spiaggiata e in condizioni tanto gravi da non riuscire a raggiungere la superficie dell'acqua una volta portata nelle nostre piscine. Abbiamo dovuto applicare un galleggiante al corpo dell'animale per consentirle di tornare a galla e respirare”.

Fortunatamente, la piccola Lativa oggi è in grado di nuotare da sola, anche se viene monitorata in una vasca di terapia intensiva. A farle compagnia una sua simile, Bellisima, trovata ferita e gravemente malnutrita dopo essere stata investita da una barca. “L'uso di fertilizzanti e la perdita di fonti di cibo nel loro habitat naturale, insieme alle collisioni con le imbarcazioni umane rientrano tra le principali cause di morte dei lamantini nella regione – osserva Lippincott – quest'anno, però, il bilancio delle vittime è davvero alto”.

“Il problema principale riguarda i fattori ambientali e l'attività antropica – continua l'esperta – è sempre più elevato il numero di persone che abitano in quest'area. Ci sono poi i turisti, che spesso non sono a conoscenza degli oltre settemila lamantini che vivono nelle acque della Florida, e noleggiano imbarcazioni viaggiando troppo velocemente”.

Quando le condizioni di Lativa e Bellisima miglioreranno, verranno trasferite nelle vasche di recupero, dove saranno nutrite e curate insieme agli altri 20 esemplari che già si trovano sotto il controllo degli addetti al parco. Sono cinque le strutture simili a quella di Tampa, dove i lamantini vengono curati e accuditi, ma il tasso di mortalità di quest'anno sta mettendo a dura prova le capacità dei centri specializzati.

“I veterinari stanno cercano di capire come evitare il sovraffollamento delle terapie intensive – commenta Cynthia Stringfield, vicepresidente senior per la salute degli animali, la conservazione e l'istruzione presso ZooTampa – in questo momento stiamo cercando di gestire la situazione al meglio, nonostante la poca disponibilità di spazio”.

Gli esperti sottolineano che molti degli esemplari mostrano cicatrici dovute alla collisione con imbarcazioni, che li colpiscono quando risalgono in superficie per respirare. “I lamantini nuotano a circa otto chilometri orari, una velocità insufficiente a schivare le barche che corrono troppo veloci – ribadisce Lippincott – è importante che nelle acque poco profonde le persone prestino più attenzione”. L'alto numero di lamantini deceduti quest'anno sulle coste orientali della Florida, concludono gli esperti, sembra essere dovuto in parte anche alla scomparsa delle fanerogame marine, che non ricevono abbastanza luce solare a causa delle fioriture di alghe che prosperano grazie ai fertilizzanti e ai liquami in eccesso.