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Gli attentati

La notizia squarcia la fine dell’estate nell’emisfero sud: gli attentati di Christchurch, in Nuova Zelanda, hanno mietuto almeno 50 vittime, colpite a fuoco in due moschee nella cittadina il cui nome è, letteralmente, ‘Chiesa di Dio’. (foto: Getty)

La strage in Nuova Zelanda: cosa è successo, chi erano gli attentatori

La notizia squarcia la fine dell’estate nell’emisfero sud: un attentato a Christchurch, in Nuova Zelanda, miete almeno 50 vittime (con un bilancio che potrà aggravarsi dopo la pubblicazione di questo articolo), colpite a fuoco in due moschee nella cittadina il cui nome è, letteralmente, ‘Chiesa di Dio’.

Il doppio attacco, avvenuto intorno alle 13.40 ora locale – l’1.40 del mattino in Italia – è avvenuto per mano di terroristi cristiani. La premier della Nuova Zelanda Jacinta Ardern ha commentato “Oggi è uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda. Un atto di violenza senza precedenti” ha detto parlando alla nazione.

Il primo allarme è arrivato dalla moschea di Al Noor, dove c’erano in quel momento almeno 300 persone raccolte nella preghiera del venerdì. I terroristi hanno prima attaccato la sezione maschile e poi sono andati nella sala preghiere riservata alle donne. Il secondo allarme è arrivato dalla moschea di Masjid, situata nel sobborgo di Linwood. Il commando, secondo i primi rilevamenti, era formato da 3 uomini e una donna, ma si teme che ci siano altri complici in una rete anti-islamica presente sul territorio neozelandese.

Poco prima della strage era apparso sui social un manifesto di 87 pagine anti-immigrati e anti-musulmani, poi cancellato. Sono stati cancellati diversi altri tweet relativi ai componenti del commando e anche una diretta Facebook dell’attacco (lunga 17 minuti), dai contenuti raccapriccianti, che la polizia ha intimato di non condividere per nessun motivo in caso qualcuno ne sia ancora in possesso. In una foto pubblicata prima dell’attacco, su tre caricatori usati per sparare compaiono diversi nomi di persone che a vario titoli hanno ucciso o tentato di uccidere dei migranti; tra questi anche l’italiano Luca Traini, che nel 2018 a Macerata sparò ferendo 6 persone.

Nel manifesto viene raccontato che l’attentato è stato preparato nell’arco degli ultimi due anni e che avrebbe dovuto essere messo in atto in Australia, salvo poi ripiegare sulla più tranquilla Nuova Zelanda. Lo ha postato Brenton Tarrant, australiano di 28 anni che si autodefinì un suprematista bianco.

Alcune auto sono state trovate cariche di esplosivi. Un pericolo estremo, considerando non solo l’entità dell’attacco in sé, ma pure per la presenza della manifestazione per il clima degli studenti, in seguito cancellata.

Fra chi è scampato alla morte ci sono gli atleti della nazionale di cricket del Bangladesh, presenti in moschea; sono riusciti tutti a fuggire. Il match contro la nazionale della Nuova Zelanda, in programma sabato, è stato rinviato.