La strategia di Dubai per il metaverso

Il metaverso è considerato da molti il futuro di internet. Si tratta una realtà estesa generata al computer che include tutti gli aspetti della realtà aumentata, della realtà mista e di quella virtuale. Al momento è generalmente costituito da spazi in cui interagiscono esseri umani ed entità automatizzate.

Stando ai ricercatori entro il 2026 un quarto di noi trascorrerà almeno un'ora al giorno nel metaverso per lavoro, istruzione, fare shopping o socializzare. Le stime del valore del mercato del metaverso nei prossimi 15 anni variano a livello globale tra i 10.000 e i 30.000 miliardi di euro, sottolineando l'enorme potenziale della nuova piattaforma. Dubai vuole diventare un leader mondiale nel settore.

La sua strategia per il metaverso punta a creare un giro d'affari di 4 miliardi di euro entro il 2030, creando posti di lavoro, migliorando i servizi e garantendo sostegno ad oltre 40.000 posti di lavoro che diventeranno virtuali. La strategia mira a rendere Dubai una delle prime dieci economie per il metaverso e a farne un hub globale per la comunità di appassionati.

I giganti hi-tech come Apple, Google, Microsoft e Meta, che comprende Facebook, stanno sviluppando la tecnologia che darà forma al futuro del metaverso. Lo stesso vale per MasterCard. Il rapporto annuale sull'indice dei pagamenti digitali ha dimostrato che i consumatori sono al passo con i tempi.

"Lo stiamo già vedendo. I pagamenti digitali sono cresciuti del 67%, si tratta di una cifra enorme - dice  J.K. Khalil, manager di Mastercard -. Penso che ci sarà un'ulteriore accelerazione. L'aggiunta del metaverso creerà ulteriori opportunità. È molto importante stare al passo. È per questo che i nostri partner ci fanno molte domande, che si tratti di aziende fintech, commercianti o banche. Sono tutti curiosi di conoscere il metaverso e discutono di partnership future".

Secondo il Forum economico mondiale nei prossimi anni il metaverso si svilupperà soprattutto attraverso la realtà virtuale. La pandemia ne ha accelerato lo sviluppo, generando miliardi di euro di nuovi investimenti. Scopernia è una società con sede a Dubai che aiuta marchi e organizzazioni a comprendere le nuove tecnologie come il Web3 e a sfruttarne le opportunità.

"Il metaverso che interessa oggi è quello che permette di possedere le cose - dice Jérémy Denisty, manager di Scopernia -. Creare qualcosa, possederla. Comprare una maglietta per il tuo avatar e poi rivenderla a qualcun altro. Se volete acquistare un terreno, potete farlo. Potete acquistare e possedere il terreno e poi rivenderlo. Tutto questo cambia completamente l'economia: ci sono nuovi modelli di business e nuovi modi di investire. Quindi, ovviamente, è necessaria una strategia. E questo tocca persone come me e voi, individui, ma anche organizzazioni, aprendo un intero nuovo campo di possibilità".

La catena di hamburger Pickl ha recentemente lanciato il suo primo fast food nel metaverso e col tempo spera di integrarlo con l'utilizzo nel mondo reale, ad esempio ordinando cibo che poi viene consegnato a casa. Per l'imprenditrice Briar Prestidge descrivere il metaverso in questo momento è un po' come descrivere Internet negli anni Novanta. Di recente ha trascorso 48 ore nel metaverso per saperne di più sulla realtà virtuale, su ciò che i marchi stanno facendo e sulle diverse piattaforme disponibili.

"Come imprenditrice cerco sempre di essere orientata al futuro - dice Prestidge -. Dal mio punto di vista, il Web3 e il metaverso sono solo la continuazione di Internet. Ogni azienda, secondo me, diventerà un'azienda Web3. Quindi ho voluto iniziare a sperimentare. Incoraggio le donne, o chiunque altro, a essere curiose e a partecipare, e ovviamente volevo mettere in pratica ciò che predico. Così ho deciso di lanciare una delle prime collezioni di Nft degli Emirati Arabi Uniti attraverso il mio marchio di moda Briar Prestidge: è stata presentata alla prima settimana della moda del metaverso".

Come per ogni nuova tecnologia, gli esperti sono divisi sulle possibili evoluzioni del metaverso. Ma i pionieri del web3 non hanno dubbi: persone e aziende devono salire a bordo o rischiano di rimanere indietro, sia fisicamente che digitalmente.