La stretta di Instagram e Facebook su diete miracolose e integratori

paolo fiore

Niente più pozioni magiche per dimagrire, addio ai post che celebrano la chirurgia estetica. Instagram e Facebook hanno annunciato l'arrivo di restrizioni sui post che promuovono alcuni prodotti. Saranno rigide per gli under 18 e un po' più morbide per i maggiorenni.

I minorenni (o almeno quelli che secondo i dati in possesso della piattaforma lo sono) non vedranno più comparire post promozionali che riguardano diete, pozioni detox e interventi estetici. Nei casi più discussi, quando i trattamenti pubblicizzati promettono risultati “miracolosi”, non ci sarà solo la barriera dell'età ma la rimozione. Il bando dovrebbe riguardare non solo i post sponsorizzati (cioè quelli per cui un'azienda paga Instagram per comparire nel flusso degli utenti) ma anche quelli in cui la promozione passa dagli influencer.

“Vogliamo che Instagram sia un posto positivo per tutti coloro che lo utilizzano e questa politica è parte del lavoro in corso per ridurre la pressione che le persone possono talvolta sentire a causa dei social media”, ha spiegato Emma Collins, responsabile delle politiche pubbliche di Instagram.

Le campagne contro integratori e diete

La “pressione” dell'estetica social sugli adolescenti (e non solo) è stata più volte sottolineata da Jameela Jamil. L'attrice, che ha rivelato di aver sofferto a lungo di disturbi alimentari, ha più volte criticato i post che promettono perdite di peso e le social-star che ne hanno dato visibilità, come Khloé Kardashian.

Jamil, che ha oltre 2,2 milioni di follower, ha anche fondato i_weigh, una comunità che punta “all'inclusione radicale” (anche ma non solo) di un'estetica fuori dai canoni. All'annuncio delle nuove linee guida, ha gioito in un lungo post: “Questa è una grande notizia. Stiamo cambiando il mondo insieme. Dopo urla e petizioni, siamo riusciti a catturare l'attenzione delle persone che sono ai vertici. Loro ci hanno ascoltato e vogliono proteggerci. E questo è solo l'inizio dei nostri sforzi”.

Jamil ha svelato di aver lavorato con Instagram e ringraziato la piattaforma per il suo impegno. Il risultato è arrivato “più velocemente di quanto mi aspettassi e ne sono orgogliosa”, ha sottolineato l'attrice. “Questa è una vittoria straordinaria che farà la differenza. Gli influencer devono essere più responsabili.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

THIS IS HUGE NEWS. @i_weigh are changing the world together. After a bunch of shouting, screaming, and petitioning... we have managed to get the attention of the people at the top, and they have heard us and want to protect us. And this is just the beginning of our efforts. As of now, if you're under 18, you will no longer be exposed to any diet/detox products, and for all other ages; all fad products that have bogus, unrealistic claims will be taken down and easy to report. I've been working with Instagram all year towards this, who were amazing to deal with, and they expressed that they passionately care about creating a safer space for us all online. This happened so much faster than I expected and I'm so proud and happy and relieved. WELL DONE to the many people who have been working towards this huge change. This is a mass effort. This is an extraordinary win that is going to make a big difference. Influencers have to be more responsible. ❤️

Un post condiviso da Jameela Jamil (@jameelajamilofficial) in data: 18 Set 2019 alle ore 10:08 PDT

 

Tra teoria e pratica 

Instagram ha spiegato di aver creato le linee guida con la collaborazione di “esperti esterni, per assicurare che le misure per limitare e rimuovere questi contenuti abbia un impatto positivo, garantendo al contempo libertà di espressione e discussione”. L'impatto non è ancora del tutto chiaro, perché sembra comunque ampia la discrezionalità nelle mani dei social. In casi come questo, già in passato, l'applicazione dei limiti si è rivelato molto più complessa della definizione dei confini. Facebook, ad esempio, vieta già le inserzioni che “promuovono la vendita o l'uso di integratori di dubbia sicurezza”, ma pur sempre “in base a quanto stabilito da Facebook, a sua esclusiva discrezione”.

Tra i casi citati “a titolo esemplificativo e non esaustivo”, il social network indica “anabolizzanti, chitosano, efedrina e ormoni della crescita”. L'intervento su integratori e diete è più ampio, sia per tipologia di prodotti sia per numero di aziende, influncer e utenti coinvolti. Proprio per questo la zona grigia potrebbe essere più estesa. Le vittime certe dovrebbero essere quei post che includono prezzi, codici sconto e offerte commerciali. Già più scivoloso è il territorio di quei contenuti che implicano un incentivo all'acquisto. Di certo però è un segnale, che coinvolge, ancor più di Facebook, una piattaforma che non vive solo di immagini ma anche di immagine.