La surreale vicenda di Karen e di un tatuaggio che non esiste ma che fa giurisprudenza attiva

·3 minuto per la lettura
Karen Bergami
Karen Bergami

Cacciata dalla Polizia per un piccolo tatuaggio sul collo del piede, lo toglie ma resta ancora “non idonea”, la vicenda di Karen Bergami si arricchisce di un nuovo, paradossale capitolo. La 31enne bolognese era già nota alle cronache per i fatti che in questi giorni l’hanno portata a mettere in cantiere l’ennesima azione giudiziaria contro il ministero dell’Interno. Karen, e non è la prima, aveva superato il concorso in Polizia ed aveva ricevuto perfino la tesi da sviluppare. Poi tutto si era fermato per colpa di quel piccolo tatuaggio che a 16 anni la donna si era fatta fare sul collo del piede destro. Il primo stop aveva infatti spinto la ragazza a cancellare quel tattoo, tuttavia, dopo un ricorso al Tar vinto in accoglimento per il Viminale è rimasta “inidonea”.

Cacciata dalla Polizia per un tatuaggio, lo toglie: perché tattoo e divise non sono compatibili

Ma perché un tatuaggio dovrebbe pregiudicare il diritto di far parte di una forza di polizia? La faccenda è complessa e supportata da decine di pronunciamenti in merito: da quello del Consiglio di Stato che lo considera elemento utile all’esclusione se posizionato in parti non coperte dalla divisa e quello del Tar che sostiene come invece un tattoo costituisca pregiudizio solo “se elemento rivelatorio di una personalità abnorme, ovvero quando il tatuaggio sia oggettivamente deturpante della figura o comunque incompatibile con il possesso della divisa”, una interpretazione per tabulas a dire il vero molto soggettiva.

Cacciata dalla Polizia per un tatuaggio, lo toglie ma invano: “Ora la Cassazione”

Ad ogni modo Karen ha dovuto abbandonare la scuola e i sogni di diventare commissario della Polizia di Stato. Al Resto del Carlino la 31enne ha spiegato: “Valuteremo con l’avvocato il ricorso in Cassazione o se rivolgersi alla Cedu (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ndr). Non mollo di certo, questo è sicuro”. Dal primo stop del 2018 alla rimozione con il laser a ridosso del 2019 c’era stato il superamento del concorso a cui era stata ammessa con riserva e l’accesso alla scuola. Poi però alle visite mediche il blocco.

Cacciata dalla Polizia per un tatuaggio, lo toglie e resta una macchia rossa

Al posto del tatuaggio c’era una zona arrossata senza alcun segno identificativo,ma il responso era stato drastico: “Non idonea al servizio per il tatuaggio in zona non coperta dall’uniforme“. Arriva il ricorso al Tar e Karen entra con riserva. Il Tar, che ha mansioni di giudizio in tutte le questioni amministrative pubbliche, accoglie nel merito e la 31enne riceve “il giudizio di idoneità ai servizi di Polizia per poi accedere al secondo anno di corso”. Arrivano la fascia azzurra e il ruolo di comando.

Cacciata dalla Polizia per un tatuaggio, lo toglie ma il Viminale impugna e “vince”

La nuova doccia fredda però è in agguato: il 12 ottobre il ministero dell’Interno impugna l’atto al Consiglio di Stato e chiede la sospensione della bolognese. Dietro input dei superiori Karen continua ad esercitare le sue funzioni nelle more del giudizio pendente, funzioni che richiedono una serenità di fondo che ma si lega con una situazione così aleatoria. Ad ogni modo la donna continua a frequentare il corso, a percepire lo stipendio, a sostenere tutti gli esami con tanto di tesi assegnata. Poi arriva il 13 marzo e in pubblica udienza Karen perde e il 18 viene dimessa per decreto. La 31enne è stata ancora una volta esclusa per un tatuaggio che non ha più.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli