La tentazione è ridurre la durata del green pass. Ma c'è l'ostacolo Ue

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ROME, ITALY - NOVEMBER 24: Italian Prime Minister Mario Draghi and Italian Minister of Health Roberto Speranza attend a press conference about new Covid-19 health pass rules, at Palazzo Chigi, on November 24, 2021 in Rome, Italy. Today the Italian government introduced a
ROME, ITALY - NOVEMBER 24: Italian Prime Minister Mario Draghi and Italian Minister of Health Roberto Speranza attend a press conference about new Covid-19 health pass rules, at Palazzo Chigi, on November 24, 2021 in Rome, Italy. Today the Italian government introduced a

Sarà un Natale in giallo per gli abitanti di cinque regioni e due province autonome. Mentre la curva del contagio sale ancora, con oltre 28mila casi nelle ultime 24 ore - come dato assoluto il più alto del 2021 - il ministro Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza per il cambio di colore di Marche, Liguria, Veneto e provincia autonoma di Trento. Queste zone si aggiungono alla lista delle aree più a rischio Covid, nella quale finora comparivano Friuli Venezia Giulia, provincia autonoma di Bolzano e Calabria. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, lo ha ricordato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, i casi sono numericamente simili, ma i ricoveri e i decessi di molto inferiori. Grazie al vaccino. La terza dose - è il messaggio che manda - è quanto mai necessaria. E prende piede l’idea di ridurre la durata del green pass. Proprio per incentivare il booster e aumentare la protezione generale.

La situazione sul fronte del contagio, dati alla mano, è in peggioramento e la variante Omicron - ormai prevalente in Gran Bretagna, dove i casi si avvicinano sempre più a quota 100mila al giorno - impensierisce non poco. In Italia sembra ancora rara, ne risultano sequenziati appena 55 casi, ma la sua alta trasmissibilità è ormai cosa certa e il rischio che nelle prossime settimane si diffonderà su larga scala anche nel nostro Paese è concreto. Per adesso, però, la variante Delta la fa da padrona. Il fatto che sia meno contagiosa della mutazione rilevata per la prima volta in Sudafrica fa tirare un sospiro di sollievo solo a metà, ed è per questo che gli esperti invitano a stare molto attenti nel periodo di Natale. ”È bene, in vista delle vacanze natalizie, cercare di evitare grandi aggregazioni, mantenere comportamenti prudenti ed effettuare la dose di richiamo di vaccino per aumentare la nostra protezione”, ha detto Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute.

Le percentuali restituite dall’ultimo monitoraggio settimanale aiutano a comporre il ritratto di un Paese che certamente sta meglio del resto dell’Europa, ma che si trova lo stesso in piena quarta ondata: “Continua ad aumentare il tasso di incidenza di casi di Covid-19, che raggiunge i 241 casi per 100mila abitanti. Osserviamo invece una leggera flessione dell’Rt che comunque si fissa intorno a 1,13 e dunque ben al di sopra dell’unità”, ha spiegato ancora Rezza. Per quanto riguarda il tasso di occupazione di area medica e terapia intensiva, “siamo rispettivamente al 12,1 e al 9,6%, quindi a livello nazionale siamo di poco al di sotto della soglia critica che viene però superata in ben sette regioni”.

Un invito a stare attenti durante le feste arriva anche dal commissario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo: “Il Natale è un momento di compere e assembramenti, ma dobbiamo continuare a essere responsabili”, detto visitando l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Questa mattina Figliuolo aveva annunciato l’arrivo di altri cinque milioni di dosi di vaccino, indispensabili per proseguire la campagna per il richiamo, che prosegue a ritmo serrato: “Sta crescendo rapidamente - ha rilevato Silvio Brusaferro - la copertura vaccinale con la terza dose e negli over 80 ha raggiunto il 64%. Un incremento significativo della prima dose c’è inoltre stato nella fascia più giovane 12-19 anni, dove il 78,5% ha fatto almeno la prima dose”.

Da ieri è iniziata la campagna di immunizzazione dei bambini dai 5 agli 11 anni: “C’è un solo motivo per cui bisogna vaccinare i bambini contro Covid-19 ed è la loro salute e il loro benessere. Nient’altro che questo”, ha detto Guido Rasi, consulente scientifico del commissario Figliuolo, che ha anche proposto di ridurre ancora la durata della certificazione verde. “Dopo 5 mesi il Green pass perde ogni giorno un po’ di validità rispetto alla circolazione del virus. Se fossimo in una situazione di bassa circolazione non sarebbe un problema, ma in un momento di alta circolazione come questo bisogna anche pensare di ridurre la durata del pass”. L’ipotesi, ventilata ieri sera dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, è stata messa sul tavolo anche dal consulente del ministro Speranza, Walter Ricciardi: “Bisogna adeguare il passaporto verde
alla protezione. Se questa diminuisce ed è necessario fare la terza dose, bisogna dare il Green pass solo a chi fa la terza dose. Oppure deve essere ridotto il tempo per cui viene rilasciato e la sua validità”, ha detto.

Dalla Salute - con un occhio ai dati di Omicron e un altro a quelli della protezione data dal vaccino sul lungo periodo - la cosa non viene esclusa a priori. Non si intravedono nell’immediato provvedimenti che possano rendere la durata inferiore ai nove mesi, ma il tema esiste. L’Italia, però, difficilmente si muoverà da sola. Proprio ieri la Commissione ha manifestato l’idea di uniformare a livello europeo la validità del pass. E l’ipotesi di Bruxelles- anche se l’Ecdc ha raccomandato il richiamo anche a tre mesi dalla seconda dose, per contrastare Omicron - sarebbe proprio quella di settarsi sui nove mesi. Anche a quel punto, le deroghe - e quindi una scadenza più breve - dei singoli Paesi non sarebbero escluse. Ma andrebbero fatte a ragion veduta. “C’è una flessione dell’immunità per chi è vaccinato dal quinto mese in poi, una riduzione graduale. Attendiamo le indicazione della scienza e poi la politica ne prenderà atto e faremo delle scelte”, ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

Non sembra trovare sponde, per il momento, l’idea del Cts di introdurre, anche per i vaccinati, i tamponi prima dei grandi eventi. Non sfugge, a chi maneggia la materia ogni giorno, che sarebbe un’operazione piuttosto macchinosa. Sarebbe come, fa notare qualcuno, creare un green pass di terza generazione. Non una cosa propriamente agevole, insomma. “In questo momento non è un tema all’ordine del giorno”, ha sottolineato ancora Costa.

Mentre le feste sono ormai alle porte, le regioni procedono in ordine sparso con le ordinanze per contrastare il contagio. Il governo lascia fare, nella convinzione che le misure a livello locale siano più efficaci di quelle generalizzate. Dopo il provvedimento del governatore campano, Vincenzo De Luca, che vieta le feste in piazza a Natale e Capodanno, in Veneto Zaia anticipa con un’ordinanza la zona gialla: mascherina all’aperto sempre e, in più, tamponi ogni quattro giorni per gli operatori sociosanitari e i degenti, negli ospedali come nelle Rsa. Un tentativo, questo come altri, di arginare la (nuova) corsa del virus.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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