La terribile denuncia arriva da uno studio e fonda anche su una vecchia ammissione di Pechino

In Cina si espianterebbero organi a detenuti ancora vivi
In Cina si espianterebbero organi a detenuti ancora vivi

Una notizia terribile per cui in Cina verrebbero espiantati organi a detenuti ancora vivi: la tremenda denuncia arriva da uno studio e fonda anche su una vecchia ammissione di Pechino. Quale ammissione? Quella per cui la Cina non è così ferrea nel proibire l’espianto di organi da detenuti condannati a morte, anche senza il loro assenso. La pratica, effettuata post mortem, venne ammessa dal governo di Pechino prima della marcia indietro e dell’abolizione ufficiale di circa 5 anni orsono.

Cina, espiantati organi a detenuti ancora vivi

Sta di fatto però che lo studio condotto sulle cartelle cliniche relative agli anni in questione ha portato ora alla luce una verità ancora più agghiacciante. Quale? Quelle per cui vi sarebbero decine di casi in cui gli organi sarebbero stati espiantati a detenuti ancora vivi, prima cioè che andassero al patibolo. Lo sostiene uno studio accademico pubblicato sull’American Journal of Transplantation, rivista medica specializzata sul trapianto di organi, e riassunto sul quotidiano statunitense Wall Street Journal.

I due ricercatori autori dello studio

Chi sono? I media spiegano che si tratta di un ricercatore israeliano e un australiano. Ecco dunque che Jacob Lavee, direttore dell’unità dei trapianti dell’ospedale Sheba Medical Center di Tel Aviv, e Matthew P. Robertson, ricercatore della Victims of Communism Memorial Foundation, hanno analizzato quasi 3.000 rapporti clinici in lingua cinese arrivando a identificare decine di casi di trapianto da persone ancore vive.

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