La terza serata del Festival in 10 momenti clou

Antonella Piperno

Minuto 8: Viiti chi? Dopo aver costretto mezza Italia  a capire chi cavolo era Junior Cally nella tesa vigilia del Festival, l'ormai famigerato rapper adesso sottopone  a un nuovo rompicapo il pubblico che non frequenta la scena musicale indiee e poco sa del duo molisano trapiantato a Roma e trasportato a Sanremo: chi  cavolo sono i Viito con due fondamentali i con i quali ha scelto di cantare “Vado al massimo” di Vasco Rossi nella serata delle cover?  Mentre il Viito frontman canta  Cally rappa avvolto in uno smoking nero glitterato senza le inquietanti bretelle di cuoio della prima sera. E nel testo, tanto per farsi qualche altro nemico, ci ficca dentro le sardine. #Vitaspericolata 

Minuto 12: GR7. “Incanto, femminilità e bellezza”: Amadeus presenta Georgina Rodriguez, la signora Ronaldo, e non si risparmia. Comprensibilmente, considerando che la modella  esibisce un abito da sirena bianco ricamato che esalta un lato B in stile Elettra Lamborghini (ma senza twerking) e un lato A alla Sabrina Salerno, corredato da spacco inguinale. “Encantado, senza parole”,  balbetta Amadeus prima di lanciarsi da interista  in un (prevedibile) scherzetto mostrando la maglia davanti bianconera e dietro interista, versione Lukaku. Lei, che  nonostante la torinesità acquisita parlerà spagnolo tutta la sera, ricambia con un gagliardetto. #Amalabianconera

Minuto 30: Unanessunacentomila. “Per tutte le violenze consumate, per  i corpi sfruttati, per l'intelligenza calpestata, la libertà negata”. Sarà forse per rimediare alla gaffe pre-sanremese del “passo indietro”, ma tanti focus sulle donne non si erano mai visti al Festival. Sul palco arrivano sette artiste fuoriclasse (Giorgia, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Laura Pausini, Elisa, Alessandra Amoroso, Emma Marrone) a presentare “Una nessuna centomila”, il loro concerto contro la violenza sulle donne in scena  il prossimo 19 settembre all'arena Campo Volo. La Pausini spiega il significato del titolo, Mannoia che gli incassi saranno devoluti a centri antiviolenza e che ci saranno anche colleghi uomini perché opporsi alla violenza non è  una questione che riguarda solo le donne. #Quellocheledonnedicono

Un'ora e 04: Quota sport. Georgina non è mica arrivata da sola al Festival. Se ieri c'era il tennis con Djokovic adesso in prima fila siede Ronaldo (accanto a un misterioso e inquadrassimo vicino di posto intento a riprendere tutto con il suo smartphone): consegna la maglia della Juve ad Amadeus che scende a regalargli il gagliardetto: “Ci sono dei campioni che appartengono a tutto il calcio, amati da tutti gli sportivi” declama Amadeus dopo l'abbraccio e prima di affidare la maglia in custodia a suo figlio seduto accanto al campione. In prima fila pure loro, Costantino della Gherardesca, Dayane Mello e  Max Giusti, in partenza (e promozione) per Pechino Express approvano.  #Ilpiuamatodaglisportivi

1 e 28: Mitraglia Alketa.  “Per me era da sempre un sogno, e se puoi sognare ce la puoi fare, sono qui con un campione di ascolti come, un campione dello sport come Ronaldo, tra poco arriva Benigni e mi sento come lui agli Oscar”. Vestita di rosa e d'argento come una Barbie-Sanremo, dall'Albania, dove presenta un festival locale pure lei,  sul palco accanto ad Amadeus piomba la bionda conduttrice Alketa Vejsiu   e non le sembra vero. Mentana Mitraglia, in confronto è un bradipo, Alketa non si zittisce più: “Mi viene da baciare proprio tutti-tutti, Italia ti amo e amo anche te e bacio te Amadeus (la moglie Giovanna Civitillo sorride ma controlla dalla prima fila ndr), in 70 anni di storia nessuno aveva mai fatto questo, le donne hanno vinto in questo festival grazie a te. Grazie Italia, questo è il punto più alto della mia carriera”. #qualcunolafermi

2 ore e 05. Il cantico di Benigni.  Scortato dalla banda, Benigni  comincia scherzando con Amadeus, rievocando lo storico palpeggiamento festivaliero a Pippo Baudo (“gli agguantai “i soliti ignoti”, visto che siamo nella serata delle cover se vuoi lo rifaccio con te”) e puntando sulla satira politica (“quest'anno al festival  hanno cambiato il sistema di voto si può anche citofonare” e “a te con il 52 per cento di share ormai ti hanno dato i pieni poteri”).   Poi si fa sul serio:  attraverso il biblico Cantico dei cantici (“la prima canzone scritta nella storia dell'umanità, 2400 anni fa) Benigni parla d'amore e di diritti omosessuali (“tutte le coppie che si amano rappresentano l'amore, la donna con l'uomo, la donna con la sua donna,, l'uomo con il suo uomo, ogni persona umana rappresenta  l'amore”). All'approfondita spiegazione segue la  lettura con i frammenti (“tipo trailer”)  della versione originale del Cantico, precedente alle varie revisioni censorie e alle 23, 30 l'Ariston si fa (biblicamente) a luci rosse, a colpi di “Baciami con i baci della tua bocca”, “prendimi con te”, “trascinami con te”  “gusterò il tuo amore” “piantami il tuo stendardo amore” . Dopo 40 minuti (che volano via veloci) di toccante  intervento Benigni si congeda con una raccomandazione sentimentale: “Chi darà tutta la sua vita per amore la salverà e non la perderà”. #Amore1  

3 ore e 12: L'italiano di Mika. Arrivato in Italia con pochi vocaboli in tasca Mika racconta che per capire il Paese e l'italiano ha ascoltato e studiato la nostra musica “Dalla, Battiato, Tenco  e De Andrè, oh quante cose dell'Italia mi ha fatto capire De Andrè” . Tanto che, quando Amadeus gli ha chiesto di omaggiare l'Italia con un brano, prima si è spaventato, poi ha scelto proprio De Andrè con “Amore che viene amore che va”.  “E' come se nel mondo non ci fosse la  quantità necessaria per soddisfare la voglia di amore che abbiamo tutto. Così ce lo scambiamo, per amare e imparare perdonare quando l'amore se ne va”. Siamo nei pressi di Benigni e sulla sua esortazione a fare l'amore anche all'Ariston, orchestra compresa, diretta da Vessicchio.  #Amore2

3 ore e 54: Riecco Vessicchio. Sul palco (non ad orchestrare il sesso sanremese come suggeriva scherzando Benigni) ma dirigere Le Vibrazioni che con i Canova cantano “Un'emozione da poco” di Ivano Fossati,  accolto da ovazioni torna Vessicchio e anche Alketa si esalta: “Io non  potevo immaginare il Sanremo senza Beppe Vessicchio!”. Amadeus approva e intanto da Alketa  impara qualche parola in albanese: “Pershendetje”, ciao. #HaivistomaicheriaprisseAgonchannel

 4 ore e 17: Little flower e “Amadeo” Minghi. Orfano di Fiorello, Amadeus si autorassicura  e rassicura gli spettatori spiegando a Georgina Rodriguez che domani “little flore” tornerà. Poi tocca a lei annunciare la coppia Pavone-Minghi che canta “1950”. E se il sindaco di Sanremo storpia regolarmente il nome del conduttore in “Amedeus” Georgina ribattezza Minghi  “Amadeo”. #papaveriepapere  

4 ore e 25: Bowie-Lauro. Completo verde lucido, occhi superbistrati di celeste, capelli rossi. Achille Lauro l'ha fatto: si è travestito da David Bowie per cantare con Annalisa  “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini. #ducadellaserata.​