La testimonianza delle persone che erano state sulla funivia

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Funivia Mottarone
Funivia Mottarone

Una famiglia di Bergamo, che ha viaggiato sulla funivia Mottarone durante la corsa precedente al crollo, ha dato la sua testimonianza. Si sentono sopravvissuti a questa tragedia, ma hanno spiegato che si sentivano dei rumori e uno scossone.

Funivia Mottarone, i viaggiatori della corsa precedente

Simone Maggi, 38enne di Bergamo, domenica 23 maggio, è salito sulla funivia Mottarone in compagnia della sua fidanzata e dei suoi figli. Hanno viaggiato nella corsa precedente a quella della terribile tragedia. Pochi istanti prima dell’incidente si trovavano proprio su quella funivia e proprio per questo si sentono dei sopravvissuti. Al Corriere della Sera, il 38enne ha spiegato di aver notato qualcosa di strano. “Non ero mai salito su una funivia, ma faccio il metalmeccanico: penso di capire quando un suono è diverso dal solito. All’ultimo pilone abbiamo sentito uno scossone accompagnato da un rumore strano, che a me è sembrato non consono” ha dichiarato.

Funivia Mottarone, la testimonianza della famiglia di Bergamo

Una testimonianza molto importante quella di Simone Maggi e della sua famiglia, che ha dichiarato di aver sentito dei rumori strani, diversi dal solito, è un forte scossone arrivati all’ultimo pilone. Qualcosa non andava, ma loro sono arrivati alla fine della corsa. La corsa successiva è stata quella del terribile incidente. “Mi si è gelato il sangue. Abbiamo preso la stessa cabina, la salita precedente. Se ci fossimo fermati a bere un caffè, se avessimo avuto un ritardo in biglietteria, non sarei qui a raccontare” ha spiegato, descrivendo il momento in cui ha saputo quello che era accaduto.

Funivia Mottarone, la preoccupazione dei viaggiatori della corsa precedente

Nella corsa precedente a quella dell’incidente si era già avvertito qualcosa di strano, qualcosa che non andava per il verso giusto, ma le persone che lo hanno fatto notare sono state tranquillizzate, gli è stato detto che era una cosa normale. “Avevo in braccio la bambina e mi sono dovuto aggrappare alla maniglia per non cadere […] Mi sono preoccupato, anche perché in corrispondenza degli altri piloni non avevamo avvertito niente del genere, ma mi hanno detto che era normale” ha raccontato il 38enne. In realtà i viaggiatori della corsa precedente a quella dell’incidente si sono resi conto che qualcosa non andava, anche se non avrebbero mai immaginato che potesse succedere una tale tragedia.