La Top 11 argentina dei calciatori che hanno vestito maglia del Napoli secondo il club partenopeo

Francesco Manno

Il Napoli ha voluto celebrare sui social in lingua spagnola il “Dia della Patria” argentino: il 25 è il giorno in cui si celebra la formazione del primo governo argentino dopo la rivoluzione di maggio del 1810. Ecco la top 11 dei calciatori argentini che hanno indossato la maglia del Napoli. 

Diego Armando Maradona

Diego Armando Maradona è un Dio a Napoli. Considerato il calciatore più forte di tutti i tempi, l'ex Pibe de Oro ha regalato agli azzurri due Scudetti, gli unici conquistati dai partenopei nella loro storia. L'argentino è stato un vero e proprio trascinatore. Leader carismatico e tecnico, era amatissimo anche da tutti i suoi compagni di squadra perché estremamente generoso. Maradona si batteva anche per i più giovani. Lo sa bene Pino Taglialatela. Grazie a Diego (l'ex fuoriclasse andò a parlare personalmente con i dirigenti azzurri, ndr), l'ex portiere azzurro, giovanissimo, strappò un aumento del proprio ingaggio.

Daniel Bertoni

Bertoni lasciò la Fiorentina per trasferirsi al Napoli. Fece coppia con Diego Maradona, suo connazionale. Bertoni diede il suo importante contributo alla causa totalizzando 14 goal nelle due stagioni napoletane. Recentemente l'argentino ha dichiarato: "Io e Maradona litigavamo anche in allenamento sulle posizioni, per chi le doveva battere. Eravamo entrambi degli specialisti, i migliori in circolazione".

Hugo Campagnaro

Formava una difesa arcigna con Salvatore Aronica e Paolo Cannavaro anche se talvolta ingiustamente criticata. Il Napoli di Walter Mazzarri ottenne dei risultati importanti anche grazie ad una retroguardia molto affidabile. Campagnaro, era solito sganciarsi dalla posizione di difensore portando avanti la manovra dalle retrovie. Difficilissimo da superare nell'uno contro uno.

Federico Fernandez

Il suo impatto nel Napoli non fu così positivo, ma Federico Fernandez riuscì con il tempo a conquistare un posto importante in squadra. Nella prima stagione azzurra collezionò 16 presenze in campionato vincendo tuttavia la Coppa Italia.

Rafa Benitez lo schierò come centrale nella difesa a 4 e in quel contesto tattico l'argentino disputò le sue migliori gare in Campania. Il 3 maggio 2014 vinse la seconda Coppa Italia, disputando da titolare la finale contro la Fiorentina.

Roberto Ayala

Roberto Ayala è un calciatore che i napoletani ricordano con grande piacere. Giocatore molto sicuro, abilissimo soprattutto nello stacco di testa, guidò nel migliore dei modi la difesa dei partenopei. Grazie alle ottime prestazioni con la maglia del Napoli l'argentino conquistò la fascia di capitano e una maglia da titolare nella sua Nazionale. Nell'estate del 1998 venne ceduto al Milan per ben 18 miliardi di lire, ma non riuscì a ripetere le stagioni in azzurro.

Mariano Andujar

A Napoli, almeno inizialmente, era la riserva di Rafael. L'11 dicembre 2014 debuttò in Europa League contro lo Slovan Bratislava. Titolare negli ottavi di Coppa Italia contro l'Udinese il 22 gennaio 2015, parò il rigore decisivo che fissò il risultato sul 7-6. Con il passare del tempo, grazie alle sue buone prestazioni, riuscì a conquistare una maglia da titolare scalzando Rafael. Al termine della sua esperienza con il Napoli vestì la maglia dell'Estudiantes.

José Sosa

Nel corso della sua carriera, Sosa è stato schierato come trequartista e mezzala in un centrocampo a tre. Dotato di ottima tecnica, bravo in fase di costruzione, difettava soprattutto nella continuità di rendimento. L'esperienza a Napoli non fu entusiasmante. Il 6 febbraio 2011, contro il Cesena, siglò il goal del definitivo 2-0, l'unico della sua avventura in Campania. Collezionò col Napoli 24 presenze in campionato, di cui 7 dal primo minuto nella sua unica stagione nel capoluogo campano.

Roberto Sosa

L'argentino è stato un vero e proprio idolo per i tifosi del Napoli. Lui, attaccante prolifico in Serie A, decise di scendere nell'inferno della Serie C1 per dare una mano a Pierpaolo Marino, all'epoca dirigente dei partenopei. L'argentino, dinnanzi ai giornalisti, pronunciò delle parole che infiammarono la piazza: "Io non vado in Serie C, ma a Napoli...". Fu l'ultimo calciatore ad indossare la mitica maglia numero 10, quella appartenuta al più grande di tutti: Diego Armando Maradona.

Mauricio Pineda

Mauricio Pineda, a Napoli, si trovava bene. "Sono argentino, come posso non essere felice in una città come questa?", le parole del terzino. Il suo rendimento in Campania fu altalenante. La retrocessione della compagine azzurra in Serie B gli impedì di strappare la conferma in azzurro. Difensore sinistro, veniva schierato anche a centrocampo. Recentemente ha dichiarato: "A Napoli ho trascorso solo nove mesi, ma è una città che mi è rimasta nel cuore".

Ezequiel Lavezzi

L'argentino è probabilmente il calciatore più amato dell'epoca De Laurentiis. Nel corso della sua esperienza in azzurro rubò gli occhi soprattutto per le sue giocate. Era un calciatore istintivo, capace di saltare in dribbling più avversari e di inventare giocate sensazionali per i suoi compagni di squadra. Caratterialmente, poi, era uno "scugnizzo". Uno che non le mandava mai a dire, capace di sfidare senza timore anche gli avversari più pericolosi. Un giocatore che ha generato un entusiasmo incredibile al San Paolo.

Jesus Datolo

A Napoli non entusiasmò, eppure regalò ai tifosi azzurri delle gioie indescrivibili. Il 31 ottobre 2009, in quella che era la madre di tutte le partite, la sfida contro l'"odiata" Juventus, entrò nel corso del match cambiando radicalmente la partita. Prima l'assist vincente per Hamsik in occasione del momentaneo 2-1, poi la rete del 2-2. La partita finì 3-2 per il Napoli con Datolo protagonista anche nell'azione del terzo goal, 21 anni dopo l'ultimo successo azzurro in casa dei bianconeri. Tanto gli bastò per diventare un idolo dei napoletani.

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