La tregua armata del governo sui fronti della Tav e dell'autonomia

Prosegue la tregua armata, nel governo, tra M5s e Lega. In uno scenario in cui, dopo i 'colpi' diretti della settimana scorsa, Matteo Salvini e Luigi Di Maio cercano di tenersi fuori dalla contesa sull'autonomia, le tensioni sono state 'traslate' nel botta e risposta tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i governatori leghisti, Luca Zaia e Attilio Fontana.Il leader leghista è da venerdì coi figli e, a parte comizi nelle tradizionali feste di partito al Nord, non ha avuto incontri o impegni politici dalla 'dichiarazione battagliera' di Helsinki. Tra Conte e i suoi due vice è atteso un vertice chiarificatore. Nessun incontro è stato ancora fissato ma difficilmente sarà possibile un confronto di persona prima di martedì mattina, quando il ministro dell'Interno farà rientro a Roma.Salvini viene descritto dai suoi "in attesa di segnali concreti" da parte dei 5 stelle "sui dossier" aperti. Il capo della Lega è tornato oggi a insistere sulla necessità di "accelerare i lavori" dell'Alta velocità Torino-Lione e ha delegato ai due governatori di Lombardia e Veneto la replica a Conte.E, se da Palazzo Chigi si fa trapelare che il presidente del Consiglio ha "preso atto" della lettera dei governatori, registrando "un cambio di toni che prelude a una corretta interlocuzione istituzionale", da parte Lega l'intervento del premier non ha di certo suscitato entusiasmo. "Abbiamo letto la lettera di Conte. Ci è sembrata inutile, una ripetizione di quanto detto in conferenza stampa", si commenta nel partito di via Bellerio. "Con risultati contro-producenti perché ha innescato la protesta degli altri governatori, come il siciliano Nello Musumeci e il toscano Enrico Rossi, che chiedono di essere convocati. L'unico reale obiettivo che ci appare è quello di un premier che vuole crearsi uno spazio politico tutto suo. Ormai la competizione è tra lui e Salvini".Sul fonte autonomia, il confronto riprende martedì con i due tavoli tecnici cui prenderanno parte i ministri interessati, uno sulle sovrintendenze con Alberto Bonisoli, e quello sul lato finanziario delle intese tra Stato e Regioni, cui parteciperà il titolare del Tesoro, Giovanni Tria.Sulla squadra di governo e sulla casella commissario italiano a Bruxelles al momento non vi sono significative novità, a parte alcuni nomi nuovi che circolano - Elisabetta Belloni e Giulia Bongiorno - fatti trapelare entrambi da area M5s o presidenza del Consiglio, per il secondo incarico."Cedono sul commissario, non vogliono un leghista: loro non vogliono essere responsabilizzati perché così perdono la loro forza di scaricare sugli altri", è il commento di un 'governativo' M5s, secondo il quale per il posto di commissario la Lega ora vorrebbe un tecnico.Mentre sul rimpasto, i leghisti negano di volerlo anche se continuano le 'picconate' di Salvini ai ministri M5s sui dossier da loro gestiti. Nel Movimento circolava nei giorni scorsi anche l'ipotesi di portare il progetto Tav in Parlamento e far 'cadere' così Danilo Toninelli, dipingendolo poi come un sacrificio del ministro sull'altare della storica battaglia No Tav.

Prosegue la tregua armata, nel governo, tra M5s e Lega. In uno scenario in cui, dopo i 'colpi' diretti della settimana scorsa, Matteo Salvini e Luigi Di Maio cercano di tenersi fuori dalla contesa sull'autonomia, le tensioni sono state 'traslate' nel botta e risposta tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i governatori leghisti, Luca Zaia e Attilio Fontana.

Il leader leghista è da venerdì coi figli e, a parte comizi nelle tradizionali feste di partito al Nord, non ha avuto incontri o impegni politici dalla 'dichiarazione battagliera' di Helsinki. Tra Conte e i suoi due vice è atteso un vertice chiarificatore. Nessun incontro è stato ancora fissato ma difficilmente sarà possibile un confronto di persona prima di martedì mattina, quando il ministro dell'Interno farà rientro a Roma.

Salvini viene descritto dai suoi "in attesa di segnali concreti" da parte dei 5 stelle "sui dossier" aperti. Il capo della Lega è tornato oggi a insistere sulla necessità di "accelerare i lavori" dell'Alta velocità Torino-Lione e ha delegato ai due governatori di Lombardia e Veneto la replica a Conte.

E, se da Palazzo Chigi si fa trapelare che il presidente del Consiglio ha "preso atto" della lettera dei governatori, registrando "un cambio di toni che prelude a una corretta interlocuzione istituzionale", da parte Lega l'intervento del premier non ha di certo suscitato entusiasmo. "Abbiamo letto la lettera di Conte. Ci è sembrata inutile, una ripetizione di quanto detto in conferenza stampa", si commenta nel partito di via Bellerio. "Con risultati contro-producenti perché ha innescato la protesta degli altri governatori, come il siciliano Nello Musumeci e il toscano Enrico Rossi, che chiedono di essere convocati. L'unico reale obiettivo che ci appare è quello di un premier che vuole crearsi uno spazio politico tutto suo. Ormai la competizione è tra lui e Salvini".

Sul fonte autonomia, il confronto riprende martedì con i due tavoli tecnici cui prenderanno parte i ministri interessati, uno sulle sovrintendenze con Alberto Bonisoli, e quello sul lato finanziario delle intese tra Stato e Regioni, cui parteciperà il titolare del Tesoro, Giovanni Tria.

Sulla squadra di governo e sulla casella commissario italiano a Bruxelles al momento non vi sono significative novità, a parte alcuni nomi nuovi che circolano - Elisabetta Belloni e Giulia Bongiorno - fatti trapelare entrambi da area M5s o presidenza del Consiglio, per il secondo incarico.

"Cedono sul commissario, non vogliono un leghista: loro non vogliono essere responsabilizzati perché così perdono la loro forza di scaricare sugli altri", è il commento di un 'governativo' M5s, secondo il quale per il posto di commissario la Lega ora vorrebbe un tecnico.

Mentre sul rimpasto, i leghisti negano di volerlo anche se continuano le 'picconate' di Salvini ai ministri M5s sui dossier da loro gestiti. Nel Movimento circolava nei giorni scorsi anche l'ipotesi di portare il progetto Tav in Parlamento e far 'cadere' così Danilo Toninelli, dipingendolo poi come un sacrificio del ministro sull'altare della storica battaglia No Tav.