La Turchia respinge i profughi: le immagini della violenza

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Botte con la spranga di ferro e colpi di fune a donne e bambini: questo è il trattamento riservato ai profughi da alcuni marinai. Un video diffuso sui social network mostra l’angoscia vissuta da un gruppo di siriani su un gommone al largo della Turchia. Lo Stato impedisce loro di arrivare in Europa, stando a quanto è previsto dal patto stipulato con l’Unione Europea nel 2016: siriani, afghani e iracheni non devono arrivare in Grecia.

Le immagini strazianti dei profughi

In un filmato, diffuso sui social network, emerge il tremendo trattamento riservato la settimana scorsa a un gruppo di profughi siriani al largo delle coste turche. Le urla delle persone sul gommone sono strazianti. Un uomo alza un bambino verso la nave della guardia costiera turca per far desistere l’azione dei marinai però in cambio riceve un colpo con una fune. Si sentono i pianti dei bambini a bordo e le guardie turche che cercano di mettere fuori uso il motore del gommone con un’asta metallica. Un altro natante giunge come appoggio della motovedetta mentre sull’imbarcazione su cui si trovano i profughi inizia a entrare acqua. Alcuni bambini hanno addosso un salvagente ma solo pochi hanno una ciambella gonfiabile che se affondassero potrebbe tenerli a galla. Altri non hanno niente e potrebbero affogare facilmente.

L’obiettivo della Turchia

I profughi erano partiti da Smirne e avevano previsto di raggiungere l’isola greca di Lesbo, già sovraffollata di persone in fuga dal loro Paese. Per arrivarci è necessario attraversare il Mar Egeo e le motovedette turche vogliono impedirlo. L’imbarcazione è dovuta ritornare al punto di partenza e coloro che si trovavano sopra, tra cui 5 minori, sono stati prelevati dalle autorità. Non è la prima volta che accade un fenomeno simile. A marzo del 2016 i guardacoste turchi avevano attaccato dei profughi che cercavano di arrivare in Grecia. E nel 2017, un altro video aveva documentato la loro angoscia. La Turchia rispetta la sua parte del patto stipulato con l’Unione Europea nel 2016. In cambio di sei miliardi di euro, Erdogan deve impedire a siriani, afghani e iracheni di arrivare in Grecia. Finora oltre tre milioni e mezzo di profughi siriani e di altre nazionalità sono stati bloccati.