La variante Delta accelera, la campagna vaccinale no

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TRENTO, ITALY - MAY 14: Visit to the vaccination center in Trento by General Francesco Paolo Figliuolo on May 14, 2021 in Trento, Italy. The General from 1 March 2021 is extraordinary commissioner for the implementation and coordination of the measures necessary for the containment and contrast of the epidemiological emergency COVID-19 (Photo by Alessio Coser/Getty Images) (Photo: Alessio Coser via Getty Images)
TRENTO, ITALY - MAY 14: Visit to the vaccination center in Trento by General Francesco Paolo Figliuolo on May 14, 2021 in Trento, Italy. The General from 1 March 2021 is extraordinary commissioner for the implementation and coordination of the measures necessary for the containment and contrast of the epidemiological emergency COVID-19 (Photo by Alessio Coser/Getty Images) (Photo: Alessio Coser via Getty Images)

Non si ferma il braccio di ferro tra Governo e Regioni sulle forniture vaccinali previste per il mese di luglio. E intanto la campagna prosegue la sua marcia a velocità di crociera. Non si prevedono per il momento nuove accelerazioni e l’obiettivo dell’immunità di comunità potrebbe slittare a fine settembre, ritardando così di alcune settimane.

Nella giornata di oggi l’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato, è tornato nuovamente a lanciare l’allarme sulle forniture di luglio: “I tagli ci saranno eccome, con inevitabili conseguenze sulla campagna vaccinale. Le difficoltà riguardano soprattutto Pfizer, il vaccino su cui, per le attuali impostazioni, si fa affidamento per l’80%”.

Le conseguenze prospettate da D’Amato per il Lazio riguardano l’interruzione delle prenotazioni con Pfizer per i residenti con più di 17 anni; il posticipo a dopo Ferragosto dell’avvio della campagna vaccinale dai pediatri di libera scelta per i ragazzi tra i 12 e i 16 anni; e lo slittamento di una settimana di tutte le prenotazioni della prima dose per chi aveva fissato la somministrazione dall’11 al 15 luglio.

Ma sarà davvero così per tutta Italia? Possiamo dire che il rischio esiste, ma solo in parte. Il problema riguarda da un lato l’anticipo di un numero cospicuo di dosi da parte di Pfizer nel mese di giugno - per contrastare la variante Delta - che in realtà erano programmate per luglio e agosto; dall’altro vanno tenute in considerazione sia la mancata approvazione dell’altro vaccino mRna Curevac da parte di Ema, che la rimodulazione di AstraZeneca e Johnson & Johnson per i soli over 60. Le conseguenze di questa situazione non dovrebbero però comportare una riduzione rispetto alla media delle 500 mila vaccinazioni quotidiane raggiunte negli ultimi mesi. Quello che invece verrà meno &egra...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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