La variante Delta in Italia al 22,7%. L'Iss si attende una ulteriore crescita

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Close up shot of an unrecognizable healthcare worker with surgical mask injecting Covid-19 vaccine into Caucasian patient upper arms in Bali during Covid-19 delta variant rising. (Photo: Kanawa_Studio via Getty Images)
Close up shot of an unrecognizable healthcare worker with surgical mask injecting Covid-19 vaccine into Caucasian patient upper arms in Bali during Covid-19 delta variant rising. (Photo: Kanawa_Studio via Getty Images)

La variante Delta in Italia è già al 22,7%, ed è stata identificata in 16 Regioni. La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, ha affermato che “la crescita della prevalenza della variante Delta è un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenzione”: ”È fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento è reso possibile dalla bassa incidenza, e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che, come confermato anche ieri dall’Ema, questo garantisce la migliore protezione”.

Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province Autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/PPAA in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e, se possibile, per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/PPAA e complessivamente 113 laboratori e sono stati sequenziati 772 campioni, la quasi totalità di quelli eleggibili per la survey nella giornata scelta.

“Nel contesto italiano - si legge nel report - in cui la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti in tutte le fasce di età, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante. Mentre la variante Alfa (B.1.1.7), se pur ancora predominante, vede diminuita la sua stima di prevalenza a livello nazionale, dall’indagine si evince che la variante Gamma (P.1 e suoi sottolignaggi) ha una prevalenza in leggero aumento rispetto alla precedente indagine e che la varian...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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