"La verità sulla morte di mio figlio è stata occultata per anni", dice la madre di Attilio Manca

Paolo Borrometi
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AGI - "Io l'ho sempre detto ed è davvero doloroso, a quasi diciassettenne anni dall'assassinio di mio figlio, leggere le parole del difensore di Monica Mileti, che conferma definitivamente che la Procura di Viterbo e il pm Petroselli in questi anni hanno operato solo per occultare la verità e mettere una pietra tombale sull'omicidio di Attilio". Lo afferma Angela Manca, madre dell'urologo barcellonese ucciso il 12 febbraio del 2004, dopo le parole dell'avvocato Cesare Placanica pubblicate dall'AGI.

"Oggi nessuno ha più alibi: ci sono stati organismi istituzionali che hanno voluto nascondere i fatti - afferma Angela Manca - e per questo hanno fatto la guerra contro di noi, che non volevamo permettere che la memoria di Attilio fosse infangata in modo così indecente. Mi auguro che la Corte di appello di Roma domani si renda conto che il processo a Monica Mileti celebrato a Viterbo è stato molto più che scandaloso e decida finalmente di sentire i pentiti che hanno parlato dell'omicidio di Attilio".

"E mi auguro che la Procura di Roma capisca che, da questo momento - afferma Angela Manca -, ha l'obbligo giuridico e morale di interrompere il colpevole negazionismo mantenuto fino a poco tempo fa e dedicarsi, come è suo dovere, a individuare e perseguire gli assassini di mio figlio Attilio. Infine, mi auguro che la Commissione antimafia decida di riscattarsi rispetto alle abbiette conclusioni raggiunte nella precedente legislatura con la relazione di maggioranza prodotta dalla presidente Bindi con l'avallo vergognoso del senatore Luigi Gaetti, che in pieno conflitto d'interessi arrivò perfino a redigere una incredibile consulenza ancora oggi nascosta - conclude - per convalidare i depistaggi della Procura di Viterbo".