La via di Erdogan per la pace in Ucraina

Mustafa Kamaci / Anadolu Agency / Afp

AGI - L'accordo per il passaggio delle scorte di grano bloccate nei porti ucraini tiene e funziona e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che oggi ha parlato al telefono con il collega russo Vladimir Putin per una valutazione dell'intesa in corso da ormai più di un mese, cova dentro di sè la speranza che "il clima costruttivo instauratosi" favorisca la ripartenza di un negoziato.

Abbandonata la pista di una trattativa diretta per il cessate il fuoco, Erdogan, dopo il grano, media per uno scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina e cerca una via d'uscita per la complicata situazione in cui versa la centrale di Zaporizhzhia.

Proprio il grano e Zaporizhzhia sono state al centro del dialogo di oggi, come confermato dalla presidenza turca. Al momento circa 1 milione di tonnellate di grano ha attraversato lo stretto del Bosforo, segno che l'accordo, che all'inizio ha tremato, sta tenendo e sta dando i suio frutti.

"Tutti sono testimoni dei nostri sforzi in ambito diplomatico. Riuscire a mandare il grano ucraino in tutto mondo è stato cruciale. Ora lo stesso atteggiamento va replicato in altri ambiti. Nostro obiettivo è far incontrare il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodimir Zelensky", ha detto Erdogan pochi giorni fa rilanciando il ruolo di mediatore della Turchia.

Rispetto ai mesi scorsi, quando i tentativi della Turchia si arenarono dopo la divulgazione delle terribili immagini provenienti da Bucha e Irpin, Erdogan sembra aver trovato un grande alleato nel segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Quest'ultimo ha parlato ripetutamente con Erdogan negli ultimi 3 mesi e ha compiuto tre visite in Turchia, durate le quali ha sottolineato "lo straordinario spirito che anima l'impegno del centro di Coordinamento", a sottolineare la collaborazione instauratasi tra russi e ucraini e ha auspicato che la collaborazione in corso sia l'inizio di "un lungo e complesso processo che porti al trionfo della pace". Parole non scontate, perfettamente in linea con il pensiero di Erdogan.

Erdogan non rinuncia a un piano per la pace e lo fa con la spinta dell'accordo per il passaggio del grano e con il pieno sostegno delle Nazioni Unite, ma non della comunità internazionale.

Durante una visita a Lviv, in Ucraina, il presidente turco ha lanciato un appello alla comunità internzionale affinché scenda in campo e sostenga gli sforzi di Turchia e Onu.

Durante la visita Erdogan ha confermato la linea dei mesi scorsi: "La Turchia continuerà a cercare una soluzione politica per porre fine al conflitto, rimanendo sempre al fianco dei nostri amici ucraini".

Zelensky ha definito la visita di Erdogan "un forte messaggio di sostegno da parte di un paese potente". Sostegno all'Ucraina, mantenimento degli impegni Nato, ma sempre dialogo con Putin: "Abbiamo parlato anche dello scambio di prigionieri cui diamo grande importanza. Su tutti gli sviluppi di oggi aggiornerò il presidente Putin e faremo delle valutazioni", ha detto Erdogan.

Ovviamente bocche cucite sullo scambio dei prigionieri, ma allo stesso tempo l'attenzione è ora rivolta a Zaporizhzhia, dove il disastro nucleare è dietro l'angolo e le relative conseguenze si potrebbero allungare su un territorio ben più vasto del tetro di guerra.

Il leader turco ha incontrato due volte nell'ultimo mese e mezzo il presidente russo. Dato significativo, perché si tratta degli unici due ncontri tra i due leader nel 2022, segno che Putin stesso ha interesse a portare avanti un dialogo che Erdogan ora concentra su argomenti specifici, esattamente come avvenuto per il grano, lasciando momentaneamente da parte la possibilità di un cessate il fuoco.

Erdogan allo stesso tempo ha interesse a parlare con Putin di temi di fondamentale importanza per il proprio Paese come Siria, economia ed energia, ma il tavolo con Zelensky è il vero traguardo cui Erdogan vuole spingere Putin.

Traguardo tuttavia ancora lontanissimo, mentre significativo è il riferimento di oggi alla centrale di Zaporizhzhia, mentre nelle scorse settimane è più volte emerso il tema dello scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev. Il corridoio del grano ha mostrato che Ankara rappresenta una piattaforma affidabile per un dialogo tra Russia e Ucraina e la grave situazione in cui versa Zaporizhzhia e lo scambio di ostaggi e prigionieri rappresentano i prossimi ambiti su cui gli sforzi diplomatici della Turchia si concentreranno.

Se per Zaporizhzhia dovesse esserci un esito positivo come per il corridoio del grano e un negoziato dovesse davvero ripartire allora non ci sarebbero dubbi sul fatto che le parti accetterebbero la mediazione della sola Turchia.