La via Francigena verso Roma, un percorso enogastronomico unico

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Forse non tutti sanno che la via Francigena è una ricchezza anche per il Lazio e per tutto il Sud. Ci sono sentieri, di cui si prendono cura dei volontari, Il gruppo dei Dodici, percorribili e stupendi, battuti dai pellegrini in cerca di Dio e, in primis, dal vescovo di Canterbury, Sigerico, che, nel 990, in pieno Medioevo, partì per l’Inghilterra per arrivare a Roma, a piedi.

Il vescovo aprì la via che poi proseguì fino a Gerusalemme. E’ stupefacente come al viaggio del pellegrino sia associato anche un percorso enogastronomico che, soprattutto nel Lazio, i comuni interessati non promuovono abbastanza, né le ricchezze del gusto né le ricchezze del viaggio.

Si parla tanto di Santiago di Compostela e quasi per niente del viaggio da Sud verso Roma. Ora, per dare una mano alla diffusione di tale ricchezza dimenticata, viene in soccorso un libro godibile scritto dal giornalista Luigi Jovino, “Il cibo del Pellegrino, la bisaccia, i monasteri e le osterie - Viaggio enogastronomico nel tempo lungo la via Francigena”, Gse edizioni.

La tripartizione è una modalità da cui si può partire ancora oggi, non solo patrimonio del Medioevo. Il viaggio a piedi da Castelforte, in Campania, fino a Roma, è, in ogni caso, un’occasione per deliziarsi con i prodotti locali, più frugali per la bisaccia, più contemplati con la sosta in osteria. Il viaggio così era nei tempi andati così è ora. I comuni lo prendano in prestito il libro per promuovere iniziative che esaltino bellezza, cucina e paesaggio. Dentro c’è tutto: pietanze, percorsi e antiche locande.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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