La vignetta su donne e ragnatele che ha scatenato una tempesta politica

Roberta Secci

La notte di Natale, pochi minuti dopo la mezzanotte, ha postato sulla sua pagina Facebook una vignetta di dubbio gusto, una riedizione delle barzellette sessiste su donne e ragnatele, per rispondere alle animaliste e vegane che qualche giorno prima lo avevano contestato per una sua foto in tenuta da caccia. Finito nel tritacarne social, il capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale del Veneto, Sergio Berlato, ha cancellato stamane vignetta e post per poi minacciare querele contro "gli animalisti per le gravi offese e le minacce di morte subite".

"Ho eliminato il post delle ragnatele solo per evitare squallide strumentalizzazioni a danno del partito", scrive oggi l'esponente di FdI, "non prima di averne salvato una copia integrale con tutte le inqualificabili offese e le inaccettabili minacce, anche di morte, a cui sono stato sottoposto assieme ai componenti della mia famiglia da parte degli animalisti". "Sarà mia cura farne pervenire tempestivamente copia alle autorità competenti", annuncia Berlato, "unitamente alla mia denuncia querela per diffamazione aggravata e minacce per la quale ho già fornito mandato ai miei legali".

In realtà, la vignetta della discordia circola ancora sui social, grazie agli screenshot rilanciati da numerosi utenti - uomini e donne, animalisti e non - della rete indignati, e voleva essere una replica di Berlato, orgoglioso cacciatore, a "tutte le signorine animaliste e vegane" che si erano scagliate contro di lui dopo la foto che lo ritraeva nelle vesti di "appassionato cacciatore".

Si vede una donna in visita ginecologica, con al centro uno schermo occupato da una ragnatela. Il medico le chiede: "Signora, è molto che non ha rapporti sessuali?". Al perché della signora, il ginecologo la invita a guardare lo schermo. 

"Lo denunceremo per diffamazione, anche se ha cancellato il post questa mattina", annuncia Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza popolare ecologista (Ape), deciso a non lasciar correre sulla vignetta sessista. "Presenteremo questa mattina un esposto alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma per il reato di diffamazione, che potrà essere sottoscritto da tutte le donne che si sono sentite offese e diffamate".

"Non è cancellando il post dai social che si rimedia a un'aggressione gratuita alla sensibilità del gentil sesso", sostiene Sidoli. "Ci auguriamo che nelle prossime ore arrivino delle scuse da Fratelli d'Italia. Nell'attesa ci appelliamo a Giorgia Meloni perché prenda le distanze da certe affermazioni denigratorie verso l'impegno di volontarie a difesa degli animali. Il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto". 

"Gli auguri di Buon Natale del consigliere regionale del Veneto di Fdi Sergio Berlato", interviene su Twitter Alessia Rotta, vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Camera. "Speriamo si dissoci Giorgia Meloni". "Come veneta, come donna, come essere umano, mi sento profondamente delusa nel vedere un collega perdere l'occasione di fare la differenza per il Bene Comune, limitandosi a creare solo pericolose differenze", osserva la consigliera regionale del Veneto, Cristina Guarda (CpV-Civica per il Veneto)."Stop alle offese contro le donne, Berlato si scusi: non contraddica i doveri di un buon politico e buon cristiano", chiede Guarda, che con l'esponente di Fratelli d'Italia, orgoglioso cacciatore, si era scontrata di recente in Aula sulle misure di contenimento della presenze del lupo sulle montagne venete e quelle per il contrasto all'emergenza climatica.