La violenza sulle donne vista ai raggi X

Adalgisa Marrocco

“La sera che sono finita in ospedale ne ho contate 43. 43 mattonelle. Quando non restavo zitta e rispondevo alle sue offese faceva così, mi prendeva per i capelli e mi sbatteva contro il muro della cucina. Allora io le contavo le mattonelle, per non concentrarmi sul dolore, altrimenti sarei morta. E più non urlavo e più me ne dava”. Non è l’incipit di un romanzo, ma la storia vera di una delle protagoniste de L’invisibilità non è un superpotere, la mostra allestita nell’atrio dell’Ospedale San Carlo di Milano dal 21 novembre all′8 dicembre 2019 che, attraverso fotografie e radiografie anonime, racconta il dramma delle donne arrivate nei Pronto Soccorso dichiarando di aver subito violenze.

Organizzata dall’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano e Fondazione Pangea Onlus, la mostra vuole narrare con la forza delle immagini (e, dunque, della visibilità) una tragedia silente, nascosta, le cui vittime rimangono spesso nell’ombra. A raccontare l’iniziativa ad HuffPost è Simona Lanzoni, vice presidente di Fondazione Pangea e coordinatrice di Reama, rete per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto della stessa onlus.

L’invisibilità non è un super potere

“Queste immagini ci dimostrano una volta di più quanto la violenza sulle donne sia un fenomeno sommerso. L’invisibilità è il grande dramma delle vittime. C’è bisogno di denunciare e c’è anche bisogno di condivisione: le donne devono trovare la forza di raccontare per non rimanere sole, perché fare rete è importante. Molte arrivano al Pronto Soccorso quando è già tardi”, ci racconta la vice presidente di Pangea.

Simona Lanzoni sottolinea che “il Pronto Soccorso fornisce una risposta immediata al risultato di un problema che è di lungo periodo. L’invisibilità non è un superpotere ha voluto trasformare in immagine il silenzio che ha avvolto certe storie per chissà quanto tempo”.

L’invisibilità non è un super potere

Un silenzio che, sottolinea la vice presidente di Pangea, può essere rotto grazie alla volontà delle donne. “Vergogna, paura e...

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