La virologa sul Corriere della sera ha parlato del Fattore K

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coronavirus ilaria capua
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La virologa Ilaria Capua, intervistata dal Corriere della Sera, ha parlato del fattore K, il fattore di dispersione del Covid, osservando che chi per esempio ha la zeppola potrebbe contagiare di più. “Come amplificatori del fenomeno pandemico non siamo tutti uguali. Alcuni di noi, a causa della convergenza di più fattori, riescono a sviluppare proprio ‘l’effetto elicottero’”. Si chiamano i super-spreader, ovvero super-diffusori, chiarisce subito dopo. Sarebbero individui spesso asintomatici (almeno durante l’evento del contagio) che sono avvolti da una nuvola di virus a concentrazioni altissime.

Covid, chi ha la zeppola contagia di più?

La virologa si è chiesta quindi se determinati modi di parlare – come le inflessioni dialettali, la R moscia o la zeppola – possano diffusione del virus. “Allo stesso modo mi incuriosisco su alcuni difetti di pronuncia — come il sigmatismo, meglio noto come zeppola — forse possano creare un volume di goccioline maggiore a quello che emetterebbe chi non l’ha o ha l’erre moscia. Insomma la K della pandemia del 2020 ci ricorda che ognuno di noi è individuo, unico, irripetibile e speciale. Pur sempre parte di una comunità, però”.

Intanto, ora che le prime dosi di vaccino sono finalmente arrivate in Italia, continua a tenere banco la polemica sull’obbligatorietà. Un’ipotesi spuntata nelle ultime ore vorrebbe che per accedere in futuro a luoghi affollati, come teatri, ristoranti e cinema, o per viaggiare su bus, aerei e treni bisogni mostrare una sorta di “patente di immunità“. Un altro strumento per aumentare i vaccinati sarà l’obbligatorietà da inserire come prerequisito nel contratto di alcune categorie di dipendenti pubblici, come medici, infermieri e insegnanti, lavoratori tra i più esposti al rischio contagio.