La vita artificiale è realtà: realizzato il primo batterio sintetico

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Craig Venter

La vita artificiale? Potrebbe essere molto vicina. In un articolo apparso sulla rivista “Science” si descrive infatti la realizzazione di un primo batterio sintetico, dotato di un DNA minimale ma sufficiente alla sua sopravvivenza.

Questo microscopico Frankeinstein è creatura del team guidato da Craig Venter, pioniere della scienza che dal 1995 porta avanti i suoi studi con l’obbiettivo di ricostruire in laboratorio la vita. La cellula prodotta è stata battezzata col nome di Syn 3.0, ed è strutturata da solo 473 geni, ognuno dei quali svolge una funzione fondamentale per tenerla in vita.

Il batterio, dotato di questo minimo indispensabile alla vita, è stato realizzato nell’istituto fondato dallo stesso Craig Venter, che dello scienziato riprende anche il nome: “Craig Venter Institute”. I ricercatori hanno però lavorato all’esperimento diretti da Clyde Hutchinson. L’idea dalla quale sono partiti è che il genoma è analogo a un software contenente le informazioni basilari per la vita. 

Il traguardo giunge come esito di oltre 20 anni di ricerche, e permetterà probabilmente anche di comprendere più a fondo i meccanismi basilari della vita, con un dettaglio molto maggiore. Il sogno di Venter è d’altro canto quello di riuscire a produrre artificialmente organismi viventi complessi, utili all’uomo. Un esempio su tutti, speciali batteri in grado di bonificare terreni o acque.

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