La vita riprende a Kherson, ma la città è piena di mine

Liberata dai russi dopo nove mesi di occupazione, la città ucraina di Kherson si prepara a un inverno che si preannuncia faticoso. Le infrastrutture energetiche sono state seriamente danneggiate e bombardamenti lungo la riva del fiume Dnipro proseguono ogni giorno con la stessa intensità.

A Kherson e a Mikolaiv Il ritorno alla vita di tutti i giorni sarà più difficile del previsto. Durante la ritirata, le forze russe hanno minato le case e le infrastrutture. "Sulla strada si può guidare, ma bisogna stare attenti a non deviare troppo perchè potrebbe essere pericoloso: un'auto ha deviato leggermente dalla corsia ed è volata in aria, sono cose che possono succedere, soprattutto quando si calpesta l'erba" dice Dmytro.

Il capo dell'Amministrazione regionale di Kherson Yaroslav Yanushevych ha dichiarato che nella regione, 81 scuole su 383 sono state parzialmente distrutte e 14 completamente distrutte. Su 469 asili, 50 sono stati danneggiati e 5 devono essere ricostruiti da zero.

Le truppe ucraine ora sono ora impegnate a rimuovere gli ordigni. Per nove mesi, il confine tra le regioni di Mykolaiv e Kherson è stato la linea del fronte e nelle ultime battute ci sono stati scontri molto duri. Attualmente si sta procedendo allo sminamento delle condutture che attraversano anche la città di Mykolaiv e che venivano rifornite di acqua dal fiume Dnipro. A essere sminate in entrambe le città sono in primis le infrastrutture, poi sarà la volta della rimozione delle mine dagli edifici residenziali.