L'abbraccio tra Salvini e Meloni a due giorni dal voto

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AGI - Abbracci, baci, selfie. All'ombra del 'manufatto' di Spinaceto, Matteo Salvini e Giorgia Meloni lanciano segnali di compattezza nel centrodestra dopo gli attriti all'interno della coalizione delle ultime settimane. Lo fanno a due giorni dal voto per le elezioni amministrative a Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli, Trieste e in Calabria.

L'occasione è la conferenza stampa finale della campagna elettorale di Enrico Michetti, candidato sindaco del centrodestra. Nell'anfiteatro all'aperto oltre al leader della Lega e la presidente di FdI ci sono anche il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani e il segretario Udc Lorenzo Cesa. Il tema è la corsa per il Campidoglio. Ma l'attenzione è tutta sulle frizioni interne alla coalizione che hanno scandito le ultime settimane. Vittorio Feltri, capolista di FdI a Milano che ha criticato la scelta di Luca Bernardo come candidato. Il ministro leghista Giancarlo Giorgetti ha elogiato la campagna di Carlo Calenda a Roma, sostenendo poi che in un eventuale ballottaggio tra Roberto Gualtieri e Michetti avrebbe la meglio il primo.

"Questa iniziativa dimostra che il centrodestra, checchè ne dica qualcuno, e speri qualcun altro, è unito", esordisce Tajani. Poi Meloni incalza: "Noi non stiamo insieme per interesse. Non come la sinistra, che occupa le poltrone solo per evitare che il centrodestra vada al governo". E ancora, Salvini: "Si rassegnino, questa è la squadra che governerà' i Comuni e l'Italia nei prossimi anni, anche se quotidiani una volta prestigiosi titolano sul treno che parte e l'aereo che ritarda".

Il segretario della Lega critica più volte la parte della stampa che a suo dire "passa il tempo a sbirciare dal buco della serratura delle camere da letto". Un riferimento implicito alle vicende del suo ex capo della comunicazione Luca Morisi.

Nel frattempo Lorenzo Cesa scherza, definisce affettuosamente Salvini e Meloni "due ragazzi, due giovani boyscout", poi li incita "all'unità", perché "il centrodestra è una cosa seria". Si parla anche della corsa al Campidoglio ma è un attimo. L'attenzione è tutta sui due leader, dopo il mancato incontro di ieri a Milano alla chiusura di Luca Bernardo, tra scambi di battute e dialoghi confidenziali.

Lunedì sera il risultato. Salvini ipotizza: "Chi lunedì avrà' più sindaci avrà vinto le elezioni, chi ne avrà meno le avrà perse. E' lapalissiano. Roma, Milano, Bologna, Torino, probabilmente non ce la facciamo a vincere al primo turno. Ma ci toglieremo enormi soddisfazioni". 

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