"L'aborto non è un diritto": il vescovo di Udine sulla sentenza Usa

"L'aborto non è un diritto": il vescovo di Udine sulla sentenza Usa
"L'aborto non è un diritto": il vescovo di Udine sulla sentenza Usa

"L’aborto non è un diritto". Sono le parole di Andrea Bruno Mazzocato, l’arcivescovo di Udine intervistato dall’emittente televisiva Telefriuli per dire la sua sulla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha abolito la sentenza storica Roe VS Wade, che dal 1973 riconosceva alle donne il diritto di interrompere la gravidanza sulla base di due principi:

1) l'interruzione volontaria di gravidanza è una libera scelta della donna ed è consentita fino al momento in cui il feto diventa in grado di sopravvivere al di fuori dell'utero materno, anche con l'ausilio di un supporto artificiale (24-28 settimane);

2) in caso di pericolo per la salute della donna, l'aborto è legale anche oltre questo limite di tempo.

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Ma per monsignor Mozzacato le cose non stanno così. "Ho sentito un po’ di dibattiti impostati male. Cioè ormai chi si contrappone a questa sentenza della Corte costituzionale parte dal principio che l’aborto è un diritto. L’aborto non è un diritto. Dobbiamo tornare a partire da quello: l’aborto non è un diritto", ha ribadito. E ha sottolineato: "Può essere una tragica situazione che si crea e credo che la strada non sia quella di semplificare le cose in questo modo, ma di trovare tutti i modi per aiutare le donne. Quindi un invito alla solidarietà per chi aspetta un bambino possa darlo alla vita".

Il vescovo di Ventimiglia-Sanremo: "Sentenza giusta, spero faccia scuola anche da noi"

Come Mozzacato la pensa anche Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-Sanremo. Citato da Repubblica, Suetta ha definito "vera e giusta" la sentenza della Corte Suprema statunitense. "Speriamo faccia scuola anche da noi. Credo ci arriveremo. Attraverso un'opera non propagandistica, ma di sensibilizzazione. Magari con tempi più lunghi, ma con risultati più solidi. Come si dice, quando si tocca il fondo poi si risale e al fondo siamo arrivati", ha dichiarato Suetta.

E ha aggiunto: "Siccome in genere eventi di costume dell'America in qualche modo precedono e condizionano i nostri, mi auguro che questa bella notizia vada a stimolare una giusta riflessione anche da noi. Aggiungo e, ne sono contento, che questa sentenza è una meritata ricompensa per il mondo pro-life americano".

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