L'accordo sul Recovery Fund potrebbe essere ancora lontano

Massimo Maugeri
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AGI - Sul bilancio pluriennale Ue che comprende il Recovery Fund "l'accordo è ancora lontano" e sarà necessario "costruire ponti" tra le diverse posizioni ribadite dai Governi Ue anche alla vigilia del vertice a Bruxelles, il primo di persona dopo mesi di riunioni in videoconferenza. È quanto si apprende da fonti Ue, che confermano il "realismo" che aleggia tra le persone vicine al presidente del Consiglio europeo Charles Michel. 

Quest'ultimo, appena tornato dalla commemorazione delle vittime del coronavirus che si è svolta a Madrid, ha parlato in giornata con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con il premier olandese Mark Rutte, il leader piu' critico sul piano di ripresa proposto dalla Commissione europea e confermata la bozza negoziale messa sul tavolo da Michel.

Le fonti europee non smentiscono che i quattro Paesi 'frugali' (Olanda, Svezia, Danimarca e Austria) avrebbero proposto un taglio dei sussidi a fondo perduto dai 500 miliardi previsti dal piano di Recovery Fund ai 400 miliardi ritenuti meno indigesti dai Governi più scettici. "Ma nelle ultime ore sono girate tante cifre", sostiene un funzionario informato sul dossier che domani verrà discusso dai leader.

Gli altri nodi da sciogliere sui quali uno o più Governi Ue hanno espresso criticità riguardano le condizionalità legate all'accesso ai sussidi o ai prestiti da parte dei Paesi in difficoltà, la governance del Recovery Fund in sede Ue e la chiave di ripartizione delle risorse, già rivista nella proposta di Michel rispetto a quella presentata un mese e mezzo fa dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Quanto ai tempi della decisione del Consiglio, fonti Ue smentiscono che uno o più Governi abbiano chiesto il tempo per approvare la decisione in sede parlamentare. Se si arriverà a un accordo tra domani e sabato, sottolineano le stesse fonti, si potrà procedere alle decisioni sul capitolo delle risorse proprie, per il quale l'approvazione dei parlamenti nazionali, e per certi Paesi anche regionali, sarà necessaria.