L'ad di Pfizer a giugno annunciava: "Il vaccino non costerà tanto"

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vaccino Pfizer Albert Bourla
vaccino Pfizer Albert Bourla

Il vaccino Pfizer e BioNTech sembra essere il più efficace sviluppato finora: così si sono aperte nuove speranze nella lotta contro il Covid-19. Secondo i dati intermedi della fase 3, il vaccino arriva al 90% di efficacia nell’uomo. Ursula Von der Leyen ha ribadito l’accordo con le due aziende, tedesca e americana, e ha dichiarato: “Autorizziamo un contratto per un massimo di 300 milioni di dosi del vaccino sviluppato da Biontech e Pfizer. Il nostro piano è di distribuirlo rapidamente, ovunque in Europa”. All’Italia, in una prima tranche, dovrebbero arrivare 27 milioni di dosi e Franco Locatelli annuncia: “Pronto da metà gennaio 2021”. Sul vaccino Pfizer il Ceo Albert Bourla era intervenuto già lo scorso giugno, spiegando: “Qualche mese fa me lo chiedevo anch’io, se saremmo riusciti a sviluppare un vaccino”, che “dovrà essere completamente sicuro”.

“Se tutto procederà come ci aspettiamo, per ottobre avremo un vaccino sicuro ed efficace, approvato dalle autorità del farmaco in America, in Europa, in Giappone e in altri paesi che ne garantiranno sicurezza ed efficacia. Saremo in grado di fornirne diversi milioni di dosi”, aveva annunciato il top manager greco. E “non costerà tanto”, aveva assicurato. Il Ceo di Pfizer aveva poi precisato: Per noi il rischio finanziario è stato enorme. Ma siamo fiduciosi che arrivi presto e che i governi lo mettano a disposizione della gente gratuitamente”.

Vaccino Pfizer, l’annuncio di Albert Bourla

In un’intervista dello scorso 15 giugno rilasciata al giornale greco “Kathimerini”, direttamente dalla sua casa di New York e ripresa dal Corriere della Sera, il Ceo del gigante farmaceutico mondiale aveva parlato dello sviluppo di un vaccino per il coronavirus e della sua imminente distribuzione.

“Qualche mese fa me lo chiedevo anch’io, se saremmo riusciti a sviluppare un vaccino. Adesso mi chiedo soprattutto quando lo avremo. Oggi, molte case farmaceutiche hanno unito gli sforzi per creare un vaccino e la Pfizer è una di queste. Auguro a tutte di riuscirci, perché i dottori dovranno avere la possibilità di scegliere e i quantitativi necessari saranno difficili da produrre da parte di una sola azienda, per quanto grande, come la Pfizer”, diceva Albert Bourla lo scorso giugno.

Quindi aveva fatto sapere: “La ricerca viene svolta in collaborazione con la Fda americana e con l’Agenzia europea del farmaco (Ema). Se tutto procederà come ci aspettiamo, per ottobre avremo un vaccino sicuro ed efficace, approvato dalle autorità del farmaco in America, in Europa, in Giappone e in altri paesi che ne garantiranno sicurezza ed efficacia. Saremo in grado di fornirne diversi milioni di dosi. Per far questo, occorre procedere in modo del tutto diverso dai protocolli convenzionali per lo sviluppo dei vaccini”.

Il Ceo di Pfizer aveva evidenziato anche il “rischio finanziario immane” al quale sono andati incontro seguendo “tutte le fasi dello sviluppo in parallelo, anziché in successione”. Quindi aveva precisato: “Ciò significa che se qualcosa improvvisamente non funziona, l’intero sistema va in fumo. Avremo sprecato denaro e risorse scientifiche inutilmente. Se la fortuna ci assiste e il vaccino funziona, avremo le dosi necessarie all’inizio della stagione autunnale e invernale. So benissimo che esiste una linea sottile tra “sicuro” e “abbastanza sicuro”. “Abbastanza sicuro” è una definizione impropria, perché la sicurezza viene al primo posto. Il vaccino dovrà essere completamente sicuro.

Infatti, “se viene testato su 10 mila persone, hai un certo margine di fiducia prima di distribuirlo. Ma se l’hai testato solo su cinquemila persone, la certezza è minore. Se lo provi su un milione di persone, si può verificare la presenza di effetti indesiderati. I nostri requisiti di sicurezza sono altissimi”. Stando a quanto dichiarato nell’intervista, “quando si parla di effetti indesiderati, ci riferiamo al dolore locale nel punto dell’iniezione e alla comparsa di febbre nei giorni successivi, che vogliamo eliminare”.

L’accessibilità e il prezzo del vaccino

Tutti i cittadini potranno vaccinarsi? “I cittadini dei paesi avanzati, come Usa, Europa, Giappone, Corea, Australia, che hanno un sistema sanitario nazionale, con ogni probabilità avranno il vaccino gratuitamente. I governi nazionali acquisteranno il vaccino dai produttori e finora non sembrano preoccupati della spesa, perché i danni economici causati dalla pandemia superano di gran lunga il costo del vaccino”, è la spiegazione del Ceo greco.

Tuttavia, aveva puntualizzato: “Detto questo, le leggi del libero mercato non possono applicarsi a un caso eccezionale come questo. Non posso imporre un prezzo per il vaccino al governo tedesco o americano o greco, a seconda dei benefici economici che ne deriveranno, perché allora il costo sarebbe altissimo e non è giusto. Se ci sarà un vaccino, noi siamo pronti a fissare un prezzo in linea con quello di tutti i nostri vaccini“.

Già lo scorso giugno, Albert Bourla non escludeva “ostacoli” che “saranno di natura infrastrutturale. Per esempio, “il vaccino al quale stiamo lavorando, specie per la prima generazione in produzione, dovrà essere trasportato a una temperatura di – 80°C“. Per questo motivo,occorrono infrastrutture specializzate e ben pochi sono i paesi africani che le possiedono. Sono questi i problemi che stiamo cercando di risolvere”.

Il nostro obiettivo è quello di distribuirlo in contemporanea in America e in Europa, non appena sarà pronto. Potranno esserci una o due settimane di differenza, ma per motivi gestionali e non politici o di altro genere”, aveva fatto sapere.

Cosa abbiamo imparato dalla pandemia?

“Sono convito che questa crisi abbia confermato la tesi di Obama, che amava ripetere “mai sprecare le buone occasioni che una crisi ci presenta”. Credo che avremo molto da imparare dalla pandemia. Come prepararci, per esempio. Persino paesi molto avanzati non disponevano di letti a sufficienza in terapia intensiva. O non avevano ventilatori in magazzino. Ma abbiamo imparato anche il valore e il potere della scienza. Abbiamo imparato ad apprezzare l’importanza degli investimenti nella scienza. E anche l’importanza dell’iniziativa privata. Perché non credo che un’entità pubblica avrebbe potuto muoversi con le risorse e la flessibilità del settore privato”, ha tenuto a sottolineare.

Abbiamo anche imparato che ci sono altri modi di lavorare, specie in quei paesi dove gli spostamenti tra casa e lavoro richiedono un’ora e mezzo di tempo. Tempo sprecato, quasi sempre. Non credo che si arriverà a eliminare gli uffici, ma non sarà necessaria la presenza dei lavoratori in azienda tutti i giorni. I lavoratori saranno più contenti e più produttivi”, ha commentato Bourla.