L'addio di Biden alla Merkel, grandi amici in disaccordo

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AGI  Non chiamatelo un viaggio d'addio. Ma la 23esima visita di Angela Merkel alla Casa Bianca (con un pit stop a Baltimora per un dottorato onorario alla Johns Hopkins University) è con tutta probabilità l'ultima da capo del governo. “Angela, mi mancherai molto ai prossimi summit, davvero”, ammette Biden, dedicandole un pensiero personale prima di congedarsi.

Ma “la partnership tra gli Stati Uniti e la Germania continuerà a rafforzarsi sulle fondamenta da lei costruite”, assicura il presidente americano, anche dopo l'uscita di scena della cancelliera più longeva di sempre, la regina d'Europa, non a caso il primo leader del Vecchio Continente ricevuto da Biden. E “tra grandi amici è normale avere delle divergente”, osserva il comandante in capo, mettendo in rilievo le sue preoccupazioni sul Nord Stream 2, la pipeline per il trasporto del gas dalla Russia alla Germania che bypassa l'Ucraina (“Alla Russia non deve essere consentito usare l'energia come un'arma, come strumento di coercizione o minaccia"). 

Merkel conferma di avere una visione diversa sul gasdotto e ribadisce che l'Ucraina resterà un paese di transito, che il suo ruolo non sarà ridimensionato anche quando il Nord Stream 2 sarà completato. Per Merkel dunque il progetto va avanti ma senza per questo consentire a Vladimir Putin di “ricattare” l'Europa. “Ci sono una serie di strumenti”, ai quali il Vecchio Continente può ricorrere come deterrente contro la Russia, puntualizza la cancelliera.

“La mia posizione su Nord Stream 2 è nota da tempo – osserva Biden – ma quando sono diventato presidente era completato al 90% e imporre sanzioni non è sembrato avere senso”. Piuttosto, prosegue, “siamo impegnati a cercare soluzioni pratiche comuni, valutando se la sicurezza energetica dell'Europa o dell'Ucraina, vengano effettivamente rafforzate o indebolite dalle azioni russe”.

Un concetto rimarcato in un documento congiunto (la “Dichiarazione di Washington”) diffuso dopo il bilaterale, dove si sottolinea l'impegno di Stati Uniti e Germania per la trasformazione energetica di Kiev, a sostegno della sicurezza nel Vecchio Continente, delle istituzioni democratiche, per il clima, per la fine della pandemia e nelle relazioni con Pechino e Mosca.

“Semplicemente impegnarsi su questi valori non basta dobbiamo tradurli in soluzioni pratiche”, osserva Merkel, che sulla riapertura degli States ai viaggi dall'Unione europea (banditi da marzo per il Covid) non è riuscita a strappare una data. “Stiamo lavorando”, ha risposto Biden, “saprete a giorni”.

La giornata di Merkel a Washington era cominciata con una colazione con la vice presidente Kamala Harris all'Osservatorio Navale e si è conclusa con la cena in suo onore alla Casa Bianca. La visita è coincisa con un momento tragico in Germania, dove le inondazioni hanno provocato decine di vittime. (“Il mio cuore è in patria, dove luoghi pacifici stanno vivendo una catastrofe in queste ore, una tragedia”). Biden ha manifestato il cordoglio dell'America. La visita è coincisa anche con la nomina di Amy Gutmann come nuova ambasciatrice americana a Berlino. Se confermata dal Senato, sarà la prima donna in questo ruolo.

Merkel “è una grande amica, un'amica personale e degli Stati Uniti”, “conosce lo Studio Ovale bene come me e - scherzi a parte - durante il suo cancellierato è stata qui 4 volte, per 4 quattro presidenti. Voglio enfatizzare la natura storica del suo cancellierato – le rende onore l'inquilino della Casa Bianca - prima donna della storia in Germania in questo ruolo, la prima della Germania dell'Est. La sua è una vita esemplare di servizio alla Germania e, lo dico dal profondo del mio cuore, del mondo intero”.

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