Ladri di Carrozzelle: "Indecente quanto accaduto a Genova a Pasquetta"

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(Adnkronos) - "Quello che è successo a Genova è indecente. Il problema è che si è abbassato il livello culturale, è scomparsa l'attenzione agli ultimi. E i disabili sono passati di moda". A parlare così all'Adnkronos di quanto accaduto a Pasquetta nella stazione di Genova, quando un gruppo di disabili con regolare biglietto non è riuscito ad ottenere posti su un treno regionale (ed è stato poi trasferito in bus a Milano da Trenitalia), è Paolo Falessi, fondatore e chitarrista dei Ladri di Carrozzelle, la band romana composta in gran parte da persone portatrici di handicap. "Nel 1991 - dice Falessi all'Adnkronos - nel brano 'Distrofichetto' cantavamo: 'sei malato, non te se può guarda', perciò a casa devi resta'. Sono passati 30 anni e non è cambiato niente".

"Quando ho letto la notizia di Genova pensavo fosse uno scherzo. Poi purtroppo ho capito che era realtà. Stiamo vivendo da diversi anni un progressivo imbarbarimento e un crescente menefreghismo nei confronti di tutti coloro che hanno esigenze diverse dalle nostre. L'episodio di Genova è solo la punta di un iceberg. Ma se noi italiani, che non abbiamo l'organizzazione dei nord europei, perdiamo anche l'empatia, siamo fottuti", sottolinea Falessi.

"E il problema parte dall'alto. I fondi dedicati ai servizi stentano e quelli legati alla sensibilizzazione sulla diversità scompaiono. Lo so perché la gran parte delle date, per fortuna non tutte, dei concerti dei Ladri di Carrozzelle era legata a campagne di sensibilizzazione. Quelle date ora non ci sono più. E le scuse vanno di emergenza in emergenza. Per due anni ci siamo sentiti rispondere che i soldi non c'erano perché c'era il Covid, ora ci sentiamo rispondere che i soldi non ci sono perché c'è la guerra in Ucraina. Ma, come dice un mio amico in carrozzella, 'noi nel frattempo non siamo guariti'...".

Di situazioni simili a quanto accaduto a Genova, i Ladri di Carrozzelle (che da 3 anni sono protagonisti su Rai2 con 'O anche no') ne hanno vissute parecchie: "Non così assurde ma situazioni imbarazzanti ci sono capitate. E le raccontiamo anche nei concerti proprio per sensibilizzare il pubblico. Per esempio, una volta, dopo un concerto, siamo andati in discoteca e ci hanno detto: 'sì vabbè entrate ma mettetevi da una parte perché la gente viene qui per divertirsi e certe cose non le vuole vedere'. Il problema è e resta culturale. quando riusciremo a far capire che la persona con disabilità è una persona e a darle le possibilità che hanno gli altri allora lo avremo superato. Ma se un disabile non riesce nemmeno a uscire di casa, capite bene che siamo ancora all'anno zero", dice Falessi, spiegando che i Ladri di Carrozzelle "esistono ancora perché pratichiamo quella che oggi è la vera rivoluzione: l'ottimismo, anche quando sembra che tutto voglia farti vedere nero. Siamo ottimisti di fondo, da 33 anni. E non ci fermiamo", conclude Falessi che con la band sarà in concerto nei prossimi giorni a Trani, Ischia e Mentana.

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