I ladri hanno più paura della pistola elettrica che di quella vera. Ecco come funziona

Pistola Taser in dotazione ai Carabinieri (Claudio Furlan / Lapresse)

Basta mostrarlo e spesso, anche se non sempre, l’aggressore si arrende. Il taser fa più paura della pistola vera. Forse perché i delinquenti sanno benissimo che un agente di polizia l’arma d’ordinanza non la usa praticamente mai, mentre con la nuova pistola elettrica la musica cambia.

I casi

A Milano, il 6 e l’8 settembre, e a Catania, il 7 settembre. In questi tre episodi è bastato puntare la pistola elettrica perché il malintenzionato di turno si arrendesse, facendosi ammanettare. La scossa elettrica è stata scaricata in un solo caso, a Firenze. Un uomo turco di 24 anni, girava nudo e in stato confusionale. Gli agenti hanno usato il taser e lui è finito in ospedale, reparto psichiatrico. Lo stesso da cui era stato dimesso a inizio settembre.

Il nuovo corso

Il taser è in dotazione alla Polizia e carabinieri, oltre che alla Guardia di finanza. In tutto sono 30 i dispositivi dati in dotazione, gialli, modello X2, prodotti dalla società Axon, e vengono tenuti sul fianco opposto alla pistola.

Come funziona

Lo strumento funziona a impulsi elettrici: due dardi a corto raggio vengono sparati contro il soggetto da immobilizzare ma rimangono attaccati all’arma. La durata della scarica dura al massimo 5 secondi, ma il taser ha una doppia carica che consente di replicare il colpo a impulsi elettrici, in caso di necessità.

Effetti collaterali

Secondo un’indagine dell’agenzia stampa Reuters, negli Stati Uniti, dove il taser è molto diffuso, sono 1.005 le persone morte dopo essere state colpite, a partire dai primi anni Duemila. L’agenzia ha analizzato 172 autopsie, in 153 casi il taser veniva citato come causa del decesso o come fattore che aveva fortemente contribuito.

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