Lady Diana, 25 anni dalla sua scomparsa: dubbi, misteri e ricordi

Princess Diana arrives at the Royal Geographical Society in London for a speech on the dangers of landmines throughout the world June 12, 1997. REUTERS/Ian Waldie (UNITED KINGDOM - Tags: ROYALS)
Lady Diana, 25 anni dalla sua scomparsa: dubbi, misteri e ricordi

Ha dettato mode con il suo caschetto biondo, ha rivoluzionato la corte, ha incantato il mondo con la sua eleganza e ha conquistato il cuore dei sudditi con il suo altruismo. Eppure la morte di Lady Diana resta avvolta dal mistero.

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E' già trascorso un quarto di secolo dalla morte della principessa triste. Era il 31 agosto 1997 quando l’auto su cui viaggiava Lady Diana si schiantò contro un pilastro nel tunnel dell’Alma. Moriva così una delle icone mondiali dell’epoca.

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Nonostante siano già trascorsi 25 anni dalla tragica scomparsa, la morte della principessa Diana resta contornata da dubbi e ombre, che ne alimentano il mito e tengono vivo il ricordo. Era una notte di fine estate quando accadde l'incidente. Ma fu davvero colpa di un destino fatale? Una tragica casualità, un complotto della Casa Reale, un’azione degli 007 britannici: sono tante le ipotesi che riguardano la morte dell'ex moglie del principe Carlo. Per molti fu una disgrazia, ma tante domande restano senza risposta.

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Erano circa le 00.20 di domenica 31 agosto 1997 una Mercedes nera lasciò l’Hôtel Ritz, in Place Vendôme, dirigendosi verso la Senna. A bordo c’erano Lady Diana e Dodi al Fayed, seduti sui sedili posteriori. Davanti Trevor Rees-Jones, guardia del corpo di Dodi. Alla guida, invece, c'era Henri Paul, capo della sicurezza ad interim del Ritz. Solo tre minuti più tardi l'auto si trovava nel tunnel dell’Alma e si schiantava contro il tredicesimo pilone. Dodi e l'autista morirono sul colpo. Diana fu trasportata in ospedale, dove morì intorno alle 4. L’unico a sopravvivere fu Rees-Jones, che rimase gravemente ferito a causa del violento impatto.

Sull'accaduto, tuttavia, non mancano i dubbi. Le telecamere nel sottopassaggio erano tutte fuori uso e conoscerne il motivo resta impossibile. Le autorità francesi respinsero poi molti testimoni disposti a raccontare la propria versione dei fatti. Svanirono così importanti contenuti che avrebbero potuto fornire ulteriori dettagli sul fatto. Le indagini, inoltre, vennero chiuse in breve tempo e alle 5.30 del mattino – solo cinque ore dopo l’incidente – il tunnel veniva “pulito” e riaperto al traffico, impedendo di raccogliere nuovi indizi.

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I dubbi riguardano anche le reali condizioni in cui fu ritrovata Diana dopo lo schianto. Un medico sulla scena riferì che il polso era "buono e abbastanza forte". Un altro, invece, "debole e rapido". Per alcuni soccorritori la principessa non riusciva neppure a parlare. Per altri, al contrario, era cosciente. Lo confermerebbe il pompiere che soccorse Diana, Xavier Gourmelon, secondo cui la reale inglese ebbe la forza di dirgli "Mio Dio, cosa è successo?".

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"Le ho massaggiato il cuore e pochi secondi dopo ha ricominciato a respirare. È stato un sollievo, naturalmente, perché, come primo soccorritore, vuoi salvare vite umane. È quello che pensavo di aver fatto. A essere onesti pensavo che sarebbe vissuta. Per quanto ne sapevo, quando era in ambulanza era viva e mi aspettavo che vivesse. Ma ho scoperto più tardi che era morta in ospedale. È stato molto sconvolgente", ha raccontato il soccorritore. "Il ricordo rimarrà con me per sempre", ha confidato. Quindi ha aggiunto: "Ora so che ci sono stati gravi infortuni interni, ma l'intero episodio è ancora fisso nella mia mente. Non avevo idea allora che fosse la principessa Diana. È stato solo quando è stata messa in ambulanza che uno dei paramedici mi ha detto che era lei".

A complicare il quadro anche le indagini sull'autista, Henry Paul. Inizialmente, si disse che il capo della sicurezza ad interim del Ritz avesse un tasso alcolico tre volte superiore a quello concesso dalla legge. In seguito però, il patologo forense britannico Peter Vanezis sostenne addirittura che il sangue preso in esame non fosse quello della vittima. Il suo fegato, inoltre, pare non avesse danni, il che appare piuttosto strano qualora si fosse davvero trattato di un bevitore cronico. Nella sua abitazione, durante una prima perquisizione in presenza dei genitori, venne trovato pochissimo alcool. Una seconda, peraltro non giustificata, riscontrò invece parecchie sostanze alcoliche.

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In attesa delle celebrazioni per il 25esimo anniversario dalla scomparsa, a ricordarla è stato il figlio Harry. In occasione della Sentebale Polo Cup in Colorado, il principe Harry ha dichiarato: "Il mio caro amico Prince Seeiso e io abbiamo fondato Sentebale 16 anni fa in onore delle nostre madri, con l’obiettivo di sostenere molti dei giovani più vulnerabili del pianeta e di dare loro cura e aiuto in modo che possano prosperare. In Sesotho, la lingua dei Basotho, la parola "sentebale" significa "non ti scordar di me". Mia madre sicuramente non sarà mai dimenticata". Poi ha sottolineato: "Voglio che sia un giorno pieno di ricordi del suo incredibile lavoro e dell’amore per il modo in cui lo ha fatto".