L'Aeronautica Militare li aveva presi in custodia dopo la fuga da Kabul su altri due velivoli

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Un'immagine dell'arrivo di cittadini afghani negli hub italiani
Un'immagine dell'arrivo di cittadini afghani negli hub italiani

Ponte aereo con l’Afghanistan, nella mattinata di oggi, 22 agosto sono arrivati a Fiumicino altri 211 evacuati con un volo dell’Aeronautica Militare che li aveva caricati dopo la fuga da Kabul a bordo di altri due C 130J con il Tricolore in insegna. Un KC 767 dell’Aeronautica Militare è atterrato nello scalo aeroportuale romano. A bordo ci sono 211 persone che erano state evacuate da Kabul la scorsa notte. Per consentire la fuga di questo ultimo contingente di cittadini afghani erano stati utilizzati altri due velivoli militari.

Afghanistan, a Fiumicino altri 211 evacuati: fra Kabul e Roma c’è il Kuwait

Le rotte di recupero e salvataggio di coloro che sfuggono al redivivo regine talebano in Afghanistan infatti prevedono precisi step, anche a considerare l’enorme distanza per mettere in sicurezza quelle centinaia di sventurati. Dopo il decollo da Kabul, che è nel bel mezzo di una vera “mattanza” innescata dalla ormai perenne calca per guadagnare un imbarco in fretta e furia, i velivoli italiani e in genere europei utilizzano gli scali del Kuwait per rifornimento e come spot di partenza per le missioni.

Fiumicino, altri 211 evacuati dall’Afghanistan, in nottata è partito un altro volo ed altri ancora decolleranno oggi

Non è un caso che durante la nottata appena trascorsa i media fanno sapere che un altro C130J, il terzo in una manciata di ore, è decollato da Kabul con a bordo altre 103 persone, questo per rientrare in Kuwait. E per la giornata di oggi, 22 agosto, sono previsti ulteriori voli della salvezza. I dati generali e in divenire sull’impegno italiano parlano chiaro: da giugno e con l’operazione Aquila 1 che portò in Italia i primi 228 afghani, sono stati circa 2100 i cittadini di quel paese tratti in salvo.

Ponte aereo con Afghanistan, a Fiumicino altri 211 evacuati: tutti i numeri di “Aquila Omnia”

Di essi circa 1300 sono stati trasferiti in Italia. Il ministero della Difesa ha messo in campo 8 aerei in tutto. Sono la flotta aerea che sta mettendo in atto il protocollo Aquila Omnia. L’operazione è pianificata e diretta dal Comando operativo di vertice interforze, che ha nel generale Luciano Portolano il suo coordinatore di massimo grado. Con essa sono operativi quattro KC767 che si alternano tra l’area di operazione e l’Italia e 4 C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul.

L’impegno del ministro Guerini sull’Afghanistan: a Fiumicino altri 211 evacuati

I militari italiani impegnati sono oltre 1500: li ha mobilitai il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Dopo la notizia di altre sette persone morte a Kabul nella calca in queste ore sta circolando anche la notizia per cui il presidente Usa Joe Biden, che dopo l’attacco di Donald Trump stasera parlerà alla nazione, potrebbe ordinare alle compagnie aeree americane di aiutare a trasportare le persone evacuate dall’Afghanistan.

Afghanistan, sette morti nella calca a Kabul

L’aeroporto di Kabul ormai è nel caos: in queste ore Sky News riporta la notizia per cui ci sarebbero altri sette morti nella spaventosa calca che vede centinaia di persone in fuga asserragliarsi nella zona demilitarizzata dello scalo e cercare di prendere il primo volo verso la salvezza. La fonte citata da SN è delle forze armate britanniche. Il ministero della Difesa britannico ha diramato infatti un comunicato in cui si fa cenno a sette morti, ma non si specifica se quelle morti sono il prodotto di un singolo momento di caos o di molteplici episodi censiti successivamente. Un portavoce del ministero ha comunque spiegato che tutte le vittime soni civili afghani, precisando che “le condizioni sul terreno rimangono estremamente impegnative, ma stiamo facendo tutto il possibile per gestire la situazione nel modo più sicuro possibile”. Intanto l’ambasciata Usa ha sconsigliato in maniera assoluta di viaggiare verso l’aeroporto di Kabul senza preventivi protocolli di esfiltrazione, mentre il presidente Biden ha definito il ponte aereo in atto in Afghanistan come il “più difficile della storia”.

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