L'affaire Griveaux piomba su Macron. La Francia scopre la macchina del fango

Benjamin Griveaux (Photo: REUTERS)

Sono bastate poche ore per trasformare un sassolino partito da un anonimo sito internet in una valanga capace di travolgere la scena politica francese e portare Benjamin Griveaux a ritirare la sua candidatura a sindaco di Parigi per La République en marche. Un caso che, oltre a far scalpore, apre in Francia un dibattito sul ruolo dei social network nella politica.

La pietra dello scandalo è un video diffuso ieri sera che ritrarrebbe l’ex portavoce del governo in atteggiamenti intimi, accompagnato da messaggi a sfondo sessuale inviati a una donna. Sebbene l’identità di Griveaux non sia stata confermata, le immagini hanno fatto immediatamente il giro dei social network, tra commenti like e condivisioni.

Un attacco di troppo per Griveaux, che dopo una campagna elettorale mai realmente decollata ha deciso di mollare definitivamente. Una decisione quasi immediata, presa dopo un breve colloquio con il presidente Emmanuel Macron e annunciata in un videomessaggio di un paio di minuti, il tempo di dare la notizia e denunciare un “attacco ignobile”, arrivato dopo aver ricevuto nelle ultime settimane “un torrente di fango”. “La mia famiglia non merita questo. Nessuno, in fondo dovrebbe mai subire una simile violenza”, ha detto Griveaux prima di gettare definitivamente la spugna.

Dietro a questo episodio che imbarazza la maggioranza e indigna l’intera classe dirigente, c’è Piotr Pavlenski, controverso artista russo rifugiatosi a Parigi, che ha rivendicato la diffusione del video “per denunciare l’ipocrisia” di Griveaux. “Utilizza in continuo la sua famiglia, la sua donna, i suoi figli per la sua immagine pubblica mentre fa tutto il contrario”, ha detto al quotidiano Libération, spiegando di essere venuto in possesso del materiale da una fonte affidabile: “Si tratta di una persona che aveva una relazione consenziente con Griveaux”, spiega il dissidente anti-Putin, promettendo ai microfoni di Lci nuove azioni simili. “Il nostro obiettivo è stato raggiunto con Benjamin Griveaux e continueremo”, ha annunciato l’artista.

Un gesto che potrebbe portare a delle pesanti conseguenze legali per Pavlenski. Il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha ricordato che simili atti possono essere perseguiti “da multe importanti” e da pene che possono arrivare fino a due anni di carcere. Gli stessi legali di Griveaux hanno fatto sapere che ricorreranno alla giustizia per punire l’autore del gesto.

Unanime il sostegno dato all’ex candidato dalla politica francese, scossa da un episodio che di certo non aiuta la sua immagine e fa tornare alla memoria altri scandali sessuali, come quello di Dominique Strauss Kahn, che ha dovuto rinunciare alla sua candidatura da favorito alle presidenziali dopo le accuse di molestie ai danni di una ragazza nel 2011.

Secondo una sondaggio recentemente condotto da Cevipof, il 27% degli elettori ha un’opinione negativa dei politici, mentre il 39% dice di non fidarsi e il 28% afferma di provare “disgusto” nei loro confronti.

Intanto, i partiti fanno quadrato sul caso. 

Dalla maggioranza alle opposizioni, tutti i volti noti hanno preso parola per denunciare la macchina del fango e per ricordare all’opinione pubblica l’importanza di rimanere concentrati sugli aspetti politici del dibattito, senza superare i limiti e assumere toni che poco hanno a che vedere con la vita democratica di un paese.

Tra le prime reazioni c’è stata quella della sindaca uscente di Parigi e favorita alle prossime elezioni, la socialista Anne Hidalgo, che attraverso un comunicato ha lanciato un appello al rispetto della vita privata e delle persone”, sottolineando che “le parigine e i parigini meritano un dibattito degno”. Sulla stessa linea la sfidante dei Repubblicani Rachida Dati, seconda nei sondaggi, che ai microfoni di France Info ha inviato un “pensiero molto forte alla famiglia di Benjamin Griveaux, per poi ricordare che questo genere di attacchi “si è moltiplicato con i social network”. 

Anche la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha preso le parti dell’ex candidato, arrivando addirittura ad ipotizzare un complotto: “Bisogna vedere se non è stato vittima di un colpo organizzato, che potrebbe essere utilizzato per destabilizzare il processo democratico. Né i giudici né i manipolatori devono avere un’influenza sul corso di un’elezione”, ha detto la rappresentante dell’estrema destra francese.

Un richiamo alla dignità e al contegno da parte della classe dirigenziale, anche se le reazioni dei francesi sui social network sono state meno compatte, tra chi ha preso le difese di Griveaux e chi, invece, ha criticato la condotta morale dell’ex candidato, colpevole di aver peccato di ingenuità.

Adesso La République en marche si ritrova a dover correre ai ripari nominando al più presto un sostituto in vista del voto, che si terrà il 15 e il 22 marzo. Il partito di maggioranza era già in forte difficoltà nella capitale, con i sondaggi che davano Griveaux al terzo posto con il 16% dei voti dietro a Dati (20%) e Hidalgo (23%). In una già difficile campagna elettorale, il campo macronista ha dovuto anche affrontare il voltafaccia del deputato e matematico Cedric Villani, che ha deciso di scendere in campo presentando nelle scorse settimane una candidatura da dissidente, in modo da fratturare ulteriormente l’area macroniana.

Nelle ore seguenti all’annuncio negli ambienti era circolato il nome di Marléne Schiappa, sottosegretario alle Pari opportunità e già candidato nel 14imo Arrondissement. Un’ipotesi immediatamente smentita dalla diretta interessata, che ha confermato la sua attuale candidatura.

Una nuova tegola per il presidente Macron, che arriva a solo una mese dalle prossime elezioni municipali.

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