L'aggressore di Niccolò confessa: "Ho fatto una cosa orribile"

"Con te è volato via il mio cuore": l'ultimo saluto a Niccolò

"Ho fatto una cosa orribile". È la frase che avrebbe pronunciato, davanti al magistrato spagnolo che lo interrogava, Rassoul Bissoultanov, il ceceno ventiquattrenne, lottatore professionista, accusato dell'omicidio di Niccolò Ciatti, il ventiduenne di Scandicci ucciso a calci e pugni in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna. Mentre gli altri due sono stati rilasciati, il giudice ha convalidato il fermo del ceceno che avrebbe fornito una confessione piena, inchiodato dal video ripreso dalle telecamere di sicurezza della discoteca dove si è consumato l'omicidio e dalle dichiarazioni dei suoi due amici, che avrebbero raccontato che Bissoultanov era sotto l'effetto di alcol e droga. 

Intanto, l'avvocato Joaquim Boadas, che rappresenta la discoteca teatro dell'aggressione mortale e le associazioni delle imprese di svago notturno Fecasarm e Spain Nightlife - che si presentano come accusa privata e popolare come prevede la legge spagnola - ha confermato a 'El Periodico' che chiederanno contro il ventiquattrenne ceceno un'incriminazione per "assassinio". Sempre sul fronte giudiziario, il sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, intervistato questa mattina nel corso della trasmissione 'Radio2 Come Voi' su Rai Radio2, ha annunciato che il suo Comune tenterà di costituirsi formalmente parte civile nel processo per l'omicidio di Niccolò Ciatti, aggiungendo che "se questo non sarà possibile, vorremmo essere parte civile sostanziale", cercando una collaborazione con l'amministrazione comunale di Lloret de Mar, "che ha la facoltà, di costituirsi parte civile".

Intanto il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri spagnolo, Alfonso Dastis, per sensibilizzarlo in merito alla tragedia di Niccolò Ciatti. "L'Italia è profondamente addolorata e sgomenta per quello che è accaduto a Lloret de Mar, dove il giovane Niccolò Ciatti è stato vittima di un efferato omicidio perpetrato la scorsa settimana da tre ceceni" ha detto il ministro Alfano al collega spagnolo. Alfano, al corrente della conclusione dell'autopsia sul corpo del giovane italiano, ha chiesto all'omologo spagnolo di far accelerare le procedure per il rimpatrio della salma di Niccolò a Scandicci, dove i familiari e i concittadini intendono rendergli l'ultimo saluto.

Nel pieno rispetto dell'indipendenza della magistratura spagnola, Alfano ha chiesto a Dastis di fare il possibile perchè tutti i responsabili del delitto siano presto giudicati e condannati. "Niccolò è stato aggredito senza alcuna ragione da tre uomini ed è stato colpito con furia mentre era già a terra. Per questa ragione, la notizia della scarcerazione di due dei tre ceceni inizialmente arrestati - ha aggiunto Alfano - ha suscitato perplessità e inquietudine nell'opinione pubblica italiana". Il Ministro Dastis si è impegnato a dare rapido seguito alle richieste del Ministro Alfano. Alfano ha poi dato indicazioni all'Ambasciata d'Italia a Madrid, al Consolato Generale d'Italia a Barcellona e alla Farnesina di continuare - come è stato fatto sin dai primi momenti dell'aggressione - a prestare massima assistenza alla famiglia Ciatti e a seguire il caso da vicino in stretto contatto con le Autorità spagnole.

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