L'allarme del Gimbe: un italiano su 10 non ha fatto la prima dose di vaccino

Fondazione Gimbe

AGI - Sono 6,84 milioni le persone di età superiore a 5 anni che, al 27 luglio, non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino. E' quanto emerge dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe. Di questi, in particolare, 4,67 milioni attualmente vaccinabili, pari all'8,1% della platea con nette differenze regionali: dal 5,3% del Lazio all'11,6% della Valle D'Aosta;

Altre 2,17 milioni di persone temporaneamente protette in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni, pari al 3,8% della platea con nette differenze regionali: dal 2,6% della Lombardia al 7,5% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Flop quarta dose

Per quanto riguarda la quarta dose - si legge nel report Gimbe - al 27 luglio, sono state somministrate 2.139.397 quarte dosi, con una media mobile di 51.815 somministrazioni al giorno, in lieve aumento rispetto alle 44.169 della scorsa settimana (+17,3%), ma la campagna non decolla e rimane ancora molto lontano il target di 100 mila somministrazioni fissato dalle linee di indirizzo dell'Unità per il completamento della campagna vaccinale.

In base alla platea ufficiale (16.538.230 persone di cui 6.148.340 della fascia 60-69 anni, 5.053.186 della fascia 70-79 anni, 2.918.641 di over 80, 2.329.964 di pazienti fragili e persone immunocompromesse e 88.099 di ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 13 luglio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 12,9% con nette differenze regionali: dal 5,9% della Calabria al 27,3% del Piemonte.

Continua la crescita dei decessi

"Mentre la discesa dei nuovi casi prosegue sostenuta – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – i ricoveri in area medica e in terapia intensiva non hanno ancora raggiunto il picco e soprattutto i decessi continuano ad aumentare, documentando, indirettamente, che il numero reale di casi è molto più elevato di quelli noti alle statistiche ufficiali. Se da un lato è difficile prevedere gli scenari futuri, dall'altro è possibile definire alcune ragionevoli certezze. Innanzitutto, con l'arrivo della stagione autunno-inverno assisteremo verosimilmente ad un nuovo  aumento della circolazione virale che, in assenza di investimenti sui sistemi di aerazione e ventilazione nei locali al chiuso, potrà essere ridotta solo attraverso l'utilizzo di mascherine FFP2; in secondo luogo, la popolazione a rischio di malattia grave è molto numerosa e va aumentando man mano che ci si allontana dalla data di somministrazione della terza dose: al 27 luglio, prendendo in considerazione over 60 e fragili, si contano 896 mila non vaccinati, 1,94 milioni senza la terza dose, 14,4 milioni senza quarta dose; ancora, i trattamenti antivirali rimangono sotto-utilizzati rispetto alle indicazioni".

Urgente preparare un piano per l'inverno

Ecco perché, secondo Cartabellotta "è indispensabile predisporre adesso il piano di preparedness per l'autunno-inverno, perché la strumentalizzazione elettorale della gestione pandemica può compromettere la salute delle persone più fragili. In tal senso l'OMS Europa propone di puntare su 5 “stabilizzatori” della pandemia: aumentare le coperture vaccinali (con tre dosi) nella popolazione generale; offrire la quarta dose alle persone a rischio dopo 120 dalla somministrazione della terza; promuovere l'utilizzo delle mascherine al chiuso e sui mezzi pubblici; areare gli spazi pubblici affollati, quali scuole, uffici, bar e ristoranti, mezzi di trasporto pubblico; applicare rigorosi protocolli terapeutici per le persone a rischio di malattia grave".

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