L'allarme della fondazione Gimbe sulla seconda ondata

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Gimbe Covid
Gimbe Covid

Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, torna a dare l’allarme e a sottolineare che in questa seconda ondata la situazione è peggiore rispetto a quella dello scorso marzo. Il peggioramento è dovuto a un maggiore “coinvolgimento del Centro-Sud, che ha servizi sanitari più fragili. Abbiamo di fronte 4-5 mesi di inverno, c’è la pressione data dall’epidemia influenzale, il personale sanitario è meno motivato e ci sono attriti tra il governo e gli enti locali che impediscono di prendere le misure più opportune”.

Seconda ondata, l’allarme della fondazione Gimbe

La gravità della situazione in Italia, alle prese con la seconda ondata, è testimoniata anche dai dati elaborati dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Secondo l’analisi, in 8 regioni le terapie intensive sono già in allarme rosso, perché la soglia critica del 30% di posti letto occupati da pazienti Covid è già stata ampiamente superata. Si tratta di Lombardia, Umbria, Valle d’Aosta, Marche, Toscana, Campania e Piemonte.

Le parole di Silvio Brusaferro

Lo conferma anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, intervenuto in videoconferenza nell’audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera. Per questo ora l’obiettivo principale deve essere quello di garantire i ricoveri sia in degenza ordinaria che in terapia intensiva, per scongiurare il collasso del sistema sanitario. Brusaferro ha inoltre sottolineato che l’età media dei contagiati si sta nuovamente alzando: passata dai 70 anni registrati all’inizio della prima ondata a valori inferiori ai 30, da fine settembre è risalita e si è assestata intorno ai 40 anni, indice che “un alto numero di persone anziane contrae l’infezione”.