Gli Usa hanno sventato un attacco kamikaze all'aeroporto di Kabul

·4 minuto per la lettura

AGI - Gli Usa hanno sferrato un attacco per neutralizzare un uomo che puntava a farsi esplodere all'aeroporto, hanno confermato fonti statunitensi alla Reuters. Le informazioni sono ancora confuse ma sembra trattarsi di un episodio diverso dal razzo che ha colpito un povero sobborgo alla periferia di Kabul, non lontano dall'aeroporto, razzo che ha causato la morte di almeno un bambino.

Secondo le fonti statunitensi, il raid ha preso di mira sospetti miliziani dell'Isis-K. Poco prima il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, aveva dato la stessa versione.

Il raid, il secondo in 48 ore dopo il sanguinoso attentato all'aeroporto di Kabul, arriva nelle ore in cui gli Usa stanno per concludere il ponte aereo che ha portato via dall'Afghanistan oltre 100mila persone e si preparano ad evacuare anche le truppe e le ultime attrezzature.

Almeno due persone sono rimaste uccise e tre ferite in un attacco missilistico vicino all'aeroporto di Kabul: lo riferisce l'agenzia di stampa afghana Asvaka. Un funzionario della sicurezza del governo appena deposto ha riferito all'agenzia Afp che si è trattato di un razzo che "dalle prime informazioni ha colpito una casa".

L'ambasciata Usa aveva avvertito di una nuova minaccia "credibile" di nuovi attentati sull'aeroporto.  Anche il presidente, Joe Biden, ha rinnovato l'allerta, parlando di "probabile nuovo attacco nelle prossime 24-36 ore", cioè prima della scadenza del 31 agosto entro cui è previsto il ritiro definitivo del contingente americano. 

L'attacco statunitense a Kabul

Il Pentagono ha confermato l' attacco preventivo per sventare una minaccia di Isis-k. L'attacco ha preso di mira un veicolo sospettato di trasportare esplosivi. "Siamo fiduciosi di aver raggiunto il nostro obiettivo".

È stato un attacco "difensivo" con droni su un veicolo carico di esplosivo per "eliminare una minaccia imminente" del gruppo Stato Islamico del Khorasan contro l'aeroporto, ha spiegato il Pentagono.

"Siamo sicuri di aver centrato l'obiettivo", ha dichiarato Bill Urban, portavoce del Central Command, aggiungendo che al momento non ci sono segnalazioni di vittime civili. "Le importanti esplosioni secondarie del veicolo indicano la presenza di una notevole quantità di materiale esplosivo" al suo interno, ha fatto notare.

Uno dei più grandi ponti aerei della storia

Oltre 112mila persone hanno lasciato l'Afghanistan in quello che il Pentagono, nei giorni scorsi, ha definito "uno dei più grandi ponti aerei della storia". Le evacuazioni sono agli sgoccioli e migliaia di afghani, sembra ormai certo, verranno lasciati indietro.

Quella che era già una caotica e disperata fuga, si è trasformata giovedì in un massacro, quando un attentatore suicida del ramo locale dell'Isis, si è fatto esplodere prendendo di mira i soldati Usa alle prese con la folla che cercava di entrare in aeroporto.

L'attacco ha rallentato ulteriormente le evacuazioni e portato alla rappresaglia americana: un raid con drone ha ucciso due membri "di alto livello" dell'Isis-K e ferito un terzo, nell'Est dell'Afghanistan.

"La minaccia rimane alta"

"La situazione sul campo continua a essere estremamente pericolosa e la minaccia di attacchi terroristici all'aeroporto rimane alta", ha dichiarato Biden. "I nostri comandanti", ha proseguito, "mi hanno informato che un attacco è altamente probabile nelle prossime 24-36 ore". Poco dopo, l'ambasciata Usa a Kabul ha diramato un allerta di "minacce credibili in aree specifiche dell'aeroporto", tra cui ai cancelli di accesso. 

Il kamikaze dell'Isis - sulla carta rivale dei talebani - ha costretto gli Stati Uniti e gli 'studenti coranici' a una sorta di cooperazione, prima impensabile, per garantire la sicurezza dello scalo. Pur criticando la scelta Usa di sferrare il raid senza avvertirli, i talebani ieri hanno scortato il flusso di afghani al principale terminal passeggeri, consegnandoli poi alle truppe Usa per l'evacuazione.

Secondo stime di una fonte della Reuters, gli Usa sono nella fase finale della loro evacuazione e questa mattina e sarebbero poco più di mille i civili rimasti dentro l'aeroporto in attesa di partire, prima che anche le truppe americane lascino il Paese dopo 20 anni di presenza militare.     

Gli 'studenti coranici', intanto, hanno isolato l'aeroporto per impedire l'afflusso dei civili; uno dei portavoce, Bilal Karimi, ha annunciato che il gruppo controlla già alcune parti dello scalo aereo, mentre un altro esponente ha detto alla Reuters che ormai si aspetta solo un "cenno" degli americani per il passaggio di poteri allo scalo. Il Pentagono ha precisato che le forze Usa mantengono ancora la gestione dei gate e dei decolli, ma ha annunciato l'inizio del ritiro dei soldati rimasto nello scalo.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli