L'altolà del Pd a Conte: sulla Fase 3 non può andare avanti da solo

Giovanni Lamberti
L'altolà del Pd a Conte: sulla Fase 3 non può andare avanti da solo

Che il presidente del Consiglio Conte voglia guidare il processo dalla 'fase 2' alla 'fase 3' nel Pd e in Italia viva viene considerato "legittimo" ma la richiesta pervenuta dagli alleati al premier, già dal momento degli annunci fatti in conferenza stampa due giorni fa, è quella di condividerne il percorso, senza creare eccessive aspettative in un momento in cui le parti sociali premono per risolvere i problemi sul tavolo, con nodi ancora che devono essere sciolti.

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Ecco il motivo per cui, secondo quanto viene riferito, al vertice dei capi delegazione che si è tenuto venerdì a palazzo Chigi l'invito arrivato a Conte sarebbe stato quello di scrivere insieme il 'piano di Rinascita', di puntellarlo con contenuti e di chiudere allo stesso tempo i dossier ancora aperti.

Invito rivolto pure dal capo delegazione del Pd Franceschini che avrebbe chiesto al premier di valutare insieme tempi e modi dell'iniziativa, evitando fughe in avanti.

Le iniziative unilaterali e le richieste di condivisione

La convocazione degli Stati generali dell'Economia e l'illustrazione del 'Recovery plan', spiega un 'big' del Pd, sono state delle iniziative 'unilaterali', "delle uscite a freddo". Non ci sarebbe stata una preventiva convergenza neanche sugli inviti al tavolo che si dovrebbe tenere a metà della prossima settimana.

Lo stesso vice segretario del Pd Orlando parla di "idea poco felice" mentre il Movimento 5 stelle avrebbe difeso le prerogative del premier. Fonti parlamentari dem riferiscono che anche il responsabile di Viale xx settembre, Gualtieri - presente alla riunione -, avrebbe spiegato che, trattandosi di Stati generali dell'Economia, l'interlocuzione con le categorie dovrebbe coinvolgere in primis il Ministero dell'Economia.

Una rivendicazione del ruolo, dunque, per una operazione che rischia - secondo i maggiorenti dem - di non essere preparata bene e di non essere compresa. Anche perché la 'querelle' sorta nei giorni scorsi con il presidente di Confindustria Bonomi che ha accusato il governo di fare più danni del coronavirus (con relativa replica del premier) ha creato una distanza con gli imprenditori che già lamentano un problema di liquidità e di ritardi nell'erogazione dei prestiti.

Un percorso di collegialità

Alla fine la mediazione raggiunta nel governo punta su un percorso di collegialità: Conte e Gualteri lavoreranno nel fine settimana a definire l'agenda degli Stati generali, chi dovrà partecipare all'evento e i punti del programma del 'Recovery plan'. Ma le tensioni restano sul campo, perché il premier Conte - stando a fonti che hanno partecipato all'incontro - ha ribadito che il piano c'è e che intende portarlo avanti.

Diversi 'big' dem lamentano, tra l'altro, il fatto che il presidente del Consiglio abbia deciso di avocare a sè anche gli altri dossier. E di 'coprirè eccessivamente le posizioni dei Cinque stelle. Per esempio sul Mes. Venerdì il segretario del Nazareno, Zingaretti, ha ribadito la necessità di attingere al fondo Salva Stati. Ma il premier Conte intende prendere tempo sul prestito.

Nessuno del Movimento 5 stelle è intervenuto dopo la lettera del presidente della Regione Lazio. Un segnale che viene ritenuto in qualche modo positivo da Pd e Iv, anticamera di una 'desistenza' pentastellata, quando in Parlamento dovrebbe arrivare il pacchetto Ue. Una partita che si giocherà a luglio. "Ci sono i tempi per rimandarla in attesa che si definisca il quadro del 'Recovery fund'", spiega una fonte informata. "Ma se i voti di Forza Italia - spiega un'altra fonte dem - dovessero sostituirsi a quelli del Movimento 5 stelle sarebbe un problema per l'intera maggioranza".

Le posizioni di Italia viva

Nella riunione di palazzo Chigi anche il ministro Bellanova avrebbe rimarcato la necessità di fare sintesi, di accelerare sullo sblocco dei cantieri e di trovare una 'quadrà sulle questioni legate ad Ilva, Alitalia e Autostrade. Sul tema della concessione una decisione deve arrivare entro breve ma alla riunione si sarebbe deciso di prendere tempo, di discuterne la prossima settimana.

Nella maggioranza e nel governo si ribadisce che le fibrillazioni non sono destinate a portare ad alcuna spaccatura. "La discussione è accesa ma ci sono tutti i margini per risolvere le questioni", spiega una fonte ministeriale.

Anche Italia viva in questa fase appoggia l'operato del premier in attesa del piano shock e del family act ma pure il dl semplificazioni è destinato a slittare. La preoccupazione maggiore nel fronte rosso-giallo è legato alla tenuta del Movimento 5 stelle che ufficialmente resta sulle sue posizioni sia su Atlantia che sul Mes. Il pericolo è che in Parlamento al momento clou possano registrarsi delle defezioni.