L'Amazzonia chiede giustizia per Dom Philips e Bruno Pereira: "Basta violenza"

In Brasile, un terzo arresto per la morte del giornalista britannico Dom Phillips e dell'antropologo brasiliano Bruno Araújo Pereira, uccisi mentre stavano filmando l'attività illegale di pescatori e bracconieri in Amazzonia.

Si tratta di Jefferson da Silva Lima, noto come "Pelado da Dinha": sabato si è costituito alla stazione di polizia di Atalaia do Norte, in Amazzonia.

Altri due uomini sono già in carcere per il presunto coinvolgimento negli omicidi: Amarildo Oliveira, detto "Pelado", e suo fratello Oseney de Oliveira, detto "Dos Santos".

Phillips e Pereira sono stati visti l'ultima volta il 5 giugno sulla loro barca sul fiume Itaquai, vicino all'ingresso del Territorio Indigeno della Valle del Javari, che confina con Perù e Colombia.

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Maria Arapoty, indigena Guarani, ha partecipato alla manifestazione di San Paolo. (18.6.2022) - Andre Penner/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Venerdì la Polizia Federale ha dichiarato che i resti umani trovati nell'Amazzonia brasiliana sono stati identificati come appartenenti a Dom Phillips.

Altri resti trovati nel sito vicino alla città di Atalaia do Norte non sono ancora stati identificati, ma si pensa che appartengano all'antropologo indigeno Bruno Pereira.

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Giustizia per Dom e Bruno. (San Paolo, 18.6.2022) - Andre Penner/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

"La conferma dei resti di Phillips è stata fatta sulla base di esami dentali e antropologici forensi", ha dichiarato la Polizia Federale in un comunicato. "Si sta lavorando per una completa identificazione dei resti in modo da poter determinare la causa della morte, e anche la dinamica del crimine e l'occultamento dei corpi".

I resti sono stati trovati mercoledì, dopo che uno dei pescatori ha confessato di aver ucciso i due uomini e ha portato la polizia nel luogo in cui avrebbe seppellito i corpi.
Agli agenti ha confessato di aver usato un'arma da fuoco per commettere il crimine.

E, sabato, la polizia ha confermato l'esito degli esami balistici: per uccidere i due uomini, il "Pelado" ha usato un'arma da fuoco.

I resti dei due corpi senza vita sono arrivati nella capitale Brasilia giovedì, per essere esaminati dalla scientifica.

La zona dell'Amazzonia in cui Phillips e Pereira sono scomparsi è stata teatro di violenti conflitti tra pescatori, bracconieri e agenti governativi.

"Basta aver paura!"

E, sabato 18 giugno, a San Paolo del Brasile, si è tenuta una veglia funebre che è diventata una manifestazione per conoscere la verità sulla morte di Dom Phillips e di Bruno Pereira.

Protesta la comunità indigena dell'Amazzonia, che si sente nel mirino di violente attività illegali, tra minatori, taglialegna e pescatori.

Uno dei manifestanti, Marco, membro del FUNAI: 
"Non possiamo lavorare avendo paura. Abbiamo paura di essere abbandonati quando lavoriamo sul campo e anche quando lavoriamo in ufficio siamo perseguitati. Basta!"

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"Basta aver paura!" - Screenshot by AP Video

"Non credo alla Polizia Federale"

Il leader indigeno Paulo Marubo non crede alla Polizia Federale, secondo la quale dietro gli omicidi di Phillips e Pereira non c'è la mano violenta della criminalità organizzata.

Paulo Marubo, leader indigeno e coordinatore di UNIVAJA
"Non sono d'accordo con la Polizia Federale. Semplicemente non vogliono indagare. Questo mi fa capire che vogliano evitare ogni rischio e ogni responsabilità".

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"Non credo alla Polizia Federale", dice Paulo Marubo, leader indigeno. - Screenshot by AP VIdeo
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