L'ambasciatore del Marocco, non accettiamo provocazioni dal Polisario

Brahim Maarad
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AGI - "Il Marocco non accetterà provocazioni o minacce alla sua sovranità e integrità territoriale, sulla base del suo diritto alla legittima difesa. Il Polisario, sostenuto dall'Algeria, si assume la piena responsabilità e tutte le conseguenze". E' quanto dichiara in un'intervista all'AGI l'ambasciatore del Marocco a Roma, Youssef Balla, dopo l'operazione militare lanciata da Rabat nel Guerguerat, vicino alla Mauritania, per reprimere le attività del “Fronte Polisario”. "E' dal 2016 che vengono registrate ripetuti incursioni pericolose e intollerabili nella zona cuscinetto dal Polisario a partire dai campi di Tindouf in Algeria. Il Marocco ha allertato e regolarmente informato di questi gravissimi sviluppi il Segretario generale dell'Onu", ha spiegato l'ambasciatore.

Le risoluzioni dell'Onu

"Queste violazioni hanno portato in più occasioni all'intervento dello stesso Consiglio di sicurezza e della comunità internazionale per costringerli a ritirarsi", ha sottolineato l'ambasciatore, "ci sono almeno 5 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, in particolare 2414 e 2440, che obbligano le milizie a ritirarsi dalla zona e dall'astenersi da ogni atto che rappresenta una minaccia alla sicurezza e alla stabilita' della regione", ha continuato. "Lo stesso segretario generale ha riconosciuto che questa volta i suoi sforzi sono stati vani e la rivolta contro la legalità internazionale da parte del Polisario, sostenuto dall'Algeria, è stata smascherata", ha affermato Balla. L'ambasciatore racconta che "il Polisario e le sue milizie si sono introdotti nuovamente nella zona dal 21 ottobre 2020, compiendo atti di banditismo, bloccando la circolazione di persone e merci e importunando continuamente gli Osservatori militari della Minurso". Per questa ragione "il Marocco si è visto costretto a intervenire, conformemente alle proprie attribuzioni". Balla sottolinea che si è trattato di "un'azione inoffensiva e pacifica e senza nessun contatto con i civili" che "ha permesso di consolidare il cessate il fuoco e stabilire un cordone di sicurezza nel valico permettendo cosi' il ripristino del corridoio per il passaggio civile e commerciale tra il Marocco e la Mauritania". Il Marocco - precisa Balla - "non permette e mai permetterà un qualsiasi cambiamento dello status della zona. La legittimità della sua pacifica azione per allontanare i miliziani del Polisario è stata salutata e sostenuta in queste ore dai Paesi arabi e africani, dalla comunità internazionale e da molte organizzazioni internazionali e italiane che operano nel campo dei diritti umani". 

"Una messinscena"

Per il rappresentante di Rabat "le milizie del Polisario hanno orchestrato una messinscena sfruttando i civili. Una pratica ben consolidata all'interno dell'organizzazione separatista che controlla con il pugno di ferro i campi di Tindouf in Algeria, dove sono ammassate migliaia di persone, in piena violazione dei diritti umani. Una plateale ipocrisia smascherata dalla realtà dei fatti". "In molti, inconsapevolmente, sono caduti nel tranello della propaganda messa in atto dal Polisario". Per il diplomatico marocchino si tratta di "pericolose azioni provocatorie per mano del Polisario, sostenuto dall'Algeria, che sono in realtà un fallito tentativo di nascondere la profonda ribellione scoppiata all'interno delle milizie costrette ad affrontare il crescente malessere e la contestazione della popolazione nei campi di Tindouf, esasperate da false promesse e utopie indipendentiste che durano da 40 anni, seppellite dal 2000 dalle risoluzioni dell'Onu". Balla sottolinea che "la popolazione di Tindouf protesta, come denunciano tutte le organizzazioni umanitarie, per una vita dignitosa e soprattutto per fuggire dall'inferno dei campi e fare ritorno alla loro terra nel sahara marocchino". "C'è da sottolineare inoltre - aggiunge l'ambasciatore - che queste pericolose azioni provocatorie delle milizie del Polisario rappresentano una foglia di fico per nascondere la loro sconfitta sotto i colpi delle risoluzioni dell'Onu come l'ultima, la 2548, che ha definitivamente ribadito la soluzione politica come unica via per risolvere la controversia artificiale creata intorno al sahara marocchino sulla base della proposta di autonomia fatta dal Marocco".