Lamorgese: alert per Tunisia su navi in partenza verso l'Italia

Ska
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Roma, 6 nov. (askanews) - Un sistema di navi e aerei che allertano le autorità tunisine al fine di bloccare imbarcazioni di migranti in partenza verso l'Italia. E' il piano illustrato dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese al termine di un incontro al Viminale con l'omologo francese Gerald Darmanin, oggi a Roma dopo i recenti attentati compiuti a Nizza da un tunisino sbarcato in Italia, e nei prossimi giorni a Tunisi. Il piano, ha spiegato la titolare del Viminale, "dovrebbe prevedere la collaborazione stretta con le autorità tunisine" tramite il "posizionamento di assetti navali o aerei che possano avvertire le autorità tunisine di eventuali partenze da quei territori in modo da poter intervenire", ha proseguito Lamorgese sottolineando che "non vogliamo andare ad infrangere la loro autonomia: sarebbe illegittimo intervenire nelle loro acque territoriali", mentre il progetto consiste in un "alert per rendere più agevole il rintraccio delle imbarcazioni che partono da quel territorio per venire sulle coste italiane". Il ministro dell'Interno francese Gerald Darmanin ha spiegato che la sua tappa odierna a Roma precede un giro in altri paesi del Mediterraneo nei prossimi giorni, Tunisi, Malta e Algeria. Lamorgese ha detto da parte sua che si recherà prossimanente in Francia. Lamorgese ha ricordato che solo nell'ultima settimana sono stati esplusi tre immigrati, "due tunisini e un egiziano che erano stati precedentemente segnalati", "quest'anno sono state 44 le espulsioni, e dal 2015 in poi sono state 505". Il ministro ha detto che occorre che con i paesi africani "ci siano anche delle misure per rafforzare i canali di condivisione delle informazioni di sicurezza e soprattutto per bloccare le partenze in origine, e qua - ha detto il ministro - è importante il ruolo dell'Europa in termini di risorse per migliorare le condizioni di vita in quesi paesi". Il ministro dell'Interno ha sottolineato altresì che è "necessario prevedere una road map a livello europeo perché si negozino accordi di riammissione con i principali paesi africani che al momento non risultano attivati: di questo - ha detto Lamorgese - abbiamo già parlato congiuntamente ai commissari europei". Inoltre, "stiamo portando avanti il regolamento europeo per la prevenzione e contro la diffusione sui siti online di persone che inneggiano alla jihad: chiediamo che ci sia la possibilità di bloccarli immediatamente per dare la possibilità di fare i necessari controlli di polizia. E' una iniziativa francese a cui hanno partecipato la Spagna, l'Irlanda e il Belgio oltre che il nostro paese, e ci troviamo perfettamente d'accordo".